Acquisizione Cisco-Tandberg verso la decisione finale

MERCATI

Cisco fissato a domani la deadline per l'adesione all'offerta da parte della società norvegese di videocomunicazione. Una minoranza dell'azionariato non è ancora convinta per l'ok

di Patrizia Licata
Tandberg, l’azienda norvegese della teleconferenza, ha reso noto che Cisco Systems ha esteso il periodo di adesione per la sua offerta d’acquisto. L’offerta presentata dal gruppo americano, pari a 19 miliardi di corone norvegesi (3,35 miliardi di dollari), scadrà dunque, secondo i nuovi termini, alle 16,30 (ora di Greenwich) del 3 dicembre, mentre il precedente periodo di adesione terminava il 1 dicembre.

La Cisco ha alzato la sua offerta in contanti lo scorso mese per l’acquisizione di Tandberg portandola a 170 corone per azione e ha fatto sapere che al momento si tratta dell’offerta definitiva. Inoltre, l’americana ritirerà la sua proposta se non raggiungerà, come desidera, il consenso del 90% dell’azionariato Tandberg.

L’offerta di Cisco per acquisire Tandberg è stata presentata a inizio ottobre, inizialmente con un prezzo di 153,50 corone norvegesi per share, una valutazione di 3,08 miliardi di dollari per la società che produce apparati di videoconferenza e un premio dell’11% rispetto al prezzo di chiusura del titolo Tandberg il 30 settembre.

Il cda e il management dell’azienda norvegese hanno risposto favorevolmente alla proposta di Cisco, ma hanno fatto sapere che diversi azionisti di minoranza di Tandberg respingevano l’offerta. Secondo quanto riportato il 15 ottobre dalla società di brokeraggio svedese Seb Enskilda, rappresentante dei proprietari del 24% delle azioni Tandberg, l’offerta veniva rifiutata perché il premio era considerato inadeguato.

La Cisco ha dunque alzato la valutazione per azione e ora lascia anche più tempo a Tandberg per decidere. Da parte sua, l’americana non ha dubbi: vuole espandersi in 30 nuovi segmenti di business e la video-conferenza è uno di questi. Secondo Cisco, ciascuna di queste nuove aree strategiche potrebbe produrre 1 miliardo di dollari l’anno di entrate.

02 Dicembre 2009