I Pc più usati in azienda? I notebook personali

TREND

Trend in crescita per l’utilizzo dei notebook personali sul posto di lavoro. Più del 40% delle aziende in Usa, Gran Bretagna e Germania ha adottato politiche per regolarne l’uso

di Patrizia Licata
Aumenta l’uso dei notebook personali per lavorare in azienda: oggi sono il 10% i dipendenti che usano il proprio pc portatile al lavoro, ma a metà del 2010 la quota salirà al 14%, secondo l’ultimo studio della Gartner. Più del 40% delle organizzazioni intervistate dalla società di ricerche, inoltre, dice di avere delle politiche apposite per regolare l’uso in azienda dei pc di proprietà dei lavoratori.
 
Il sondaggio è stato condotto nel secondo trimestre del 2009 e ha coinvolto 528 manager It di imprese con oltre 500 dipendenti di Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna. Negli scorsi due anni, nove aziende su dieci si sono occupate della questione dei device di proprietà dei dipendenti. Quasi la metà (il 48%) ne proibisce completamente l’uso, ma molte altre (il 43%) hanno messo a punto delle specifiche norme per regolarne l’utilizzo.
 
“Nell’attuale clima di contenimento del costi, le grandi aziende cominciano a esplorare le possibilità offerte da architetture di client computing e device alternativi e ciò include i Pc di proprietà dei dipendenti”, afferma Annette Jump, research director della Gartner.
 
Dal sondaggio è emerso che le aziende di servizi come le telecom e le assicurazioni con più probabilità permettono l’uso di Pc personali al lavoro rispetto alle aziende del settore manufacturing oppure della Pa. Ci sono anche differenze tra i Paesi studiati: il 60% delle imprese intervistate in Germania permette l’uso di device dei lavoratori, contro il 30% di Usa e Uk.
 
Ma in tutti e tre questi Paesi le aziende si aspettano che l’uso in ufficio di notebook di proprietà dei dipendenti aumenti nei prossimi 12-18 mesi. Il maggior incremento è previsto nelle aziende Usa (+60%), seguite da quelle tedesche (+40%) e infine da quelle britanniche, con un dato più modesto (+15%). 
 
“Sono sempre più numerosi i dipendenti che chiedono di usare i propri notebook al lavoro e di conseguenze sempre più aziende rispondono a questa esigenza con programmi che definiscono le regole dell’uso, i requisiti tecnici e di sicurezza e altri parametri”, afferma Meike Escherich, principal research analyst della Gartner.
 
Secondo gli analisti della Gartner, programmi ben costruiti per consentire l’utilizzo in azienda dei notebook di proprietà degli impiegati possono migliorare la prevedibilità e la gestibilità dell’ambiente software dell’utente. In pratica, una macchina virtuale gestita sul notebook di proprietà del dipendente offre risparmi sul costo totale di proprietà (Tco) tra il 9 e il 40% rispetto ai notebook forniti dall’azienda.
 
La maggior parte dei risparmi con i notebook di proprietà degli impiegati deriva dai costi di gestione indiretti. I costi diretti su una macchina virtuale su un notebook di proprietà del dipendente sono invece più alti che su un Pc mobile fornito dall’azienda, ma, secondo la Gartner, ampiamente compensati dalla maggiore soddisfazione e produttività del lavoratore. 
 
“I vendor di Pc non possono perdere questa opportunità per lo sviluppo del settore notebook; consigliamo loro di creare programmi di acquisto per i dipendenti d’azienda che includano non solo l’hardware ma anche servizi e supporto”, afferma la Jump. “I produttori di Pc che si rivolgono alle aziende medie e grandi dovrebbero proporre modelli che uniscono le caratteristiche di un Pc aziendale con quelle di un Pc consumer”.
 
“A partire dal 2010, in specifici mercati più maturi, i vendor di Pc potrebbero creare delle offerte in ‘bundle’ per coloro che usano il proprio Pc per lavorare in azienda”, aggiunge la Escherich. “Questa combinazione di hardware e software dovrebbe includere software per la virtualizzazione e applicazioni per la produttività, oltre a quelle preferite dal consumatore”.

09 Dicembre 2009