CartaSì lancia la sfida a Paypal. A Natale via al servizio Sipay

E-COMMERCE

Il servizio sarà inizialmente riservato alle transazioni tra privati e successivamente esteso anche ai negozi virtuali che vendono sul Web

di Patrizia Licata
Il gruppo CartaSì entra nel mercato dei pagamenti via Internet destinati agli scambi commerciali tra privati con un “obiettivo ambizioso”, come si legge su Economy: “vuole diventare il concorrente italiano di PayPal, la società statunitense leader mondiale nel settore delle transazioni online”. Per questo CartaSì, principale emittente di carte di credito nel nostro Paese con oltre 7 milioni di clienti, ha messo a punto il servizio Sipay, che sarà operativo prima di Natale, dopo che Banca d’Italia avrà effettuato le opportune verifiche al sistema.

Si tratta, spiega Economy, di una rete di pagamento aperta a tutti, anche a chi non è titolare di una credit card emessa da CartaSì. Il servizio sarà inizialmente riservato alle transazioni tra i consumatori privati e solo successivamente sarà esteso anche ai negozi virtuali che vendono prodotti o servizi sul web, i quali potranno inserire Sipay tra gli strumenti di pagamento disponibili sul loro sito.
“Lanciare il guanto di sfida a PayPal non è facile”, nota Economy, “perché il gruppo statunitense gode di una posizione di leadership assoluta in Italia, con oltre 3 milioni di clienti, circa il 25% di tutti i consumatori che effettuano acquisti online”.

Ma CartaSì ha capito come aggredire il mercato: a suon di tariffe scontate. Secondo quanto risulta alla rivista economica, i pagamenti attraverso Sipay saranno soggetti a una commissione che si avvicina all’1%, mentre i costi applicati da PayPal variano per adesso tra l’1,8 e il 3,4% a seconda del valore della transazione (più un importo fisso di 35 centesimi).
Ma l’obiettivo di Sipay non è solo rosicchiare quote alla concorrenza. CartaSì vuole intercettare le crescenti quote di consumatori che si stanno avvicinando agli acquisti via Internet: l’e-commerce sta vivendo un trend di crescita di lungo periodo e in Italia lo scorso anno ha raggiunto un valore complessivo di 6 miliardi di euro.

10 Dicembre 2009