Cerm: 150mila nuovi posti di lavoro con 3 miliardi in infrastrutture digitali

BANDA LARGA

In particolare, secondo il direttore Pammolli, investendo 800 milioni nella banda larga si potrebbero generare 75.500 posti di lavoro

di Patrizia Licata
Secondo uno studio del Cerm un investimento di 3 miliardi di euro nello sviluppo delle infrastrutture digitali genererebbe nel nostro Paese una ricaduta occupazionale di circa 150mila nuovi posti di lavoro, quasi il doppio della Fiat in Italia. Lo riporta il Sole 24ore secondo cui ciò sarà possibile soprattutto con interventi mirati in tre settori. Il primo è il potenziamento dell’infrastruttura vera e propria, basata sulla posa della fibra ottica; il secondo, la digitalizzazione dei servizi sanitari, partendo per esempio dalle prescrizioni elettroniche dei medici di base; il terzo, lo sviluppo di modelli più efficienti legati alla generazione, alla trasmissione e al consumo di energia, con la rendicontazione totalmente informatizzata.

Nello specifico, spiega il direttore del Cerm Fabio Pammolli, investendo 800 milioni nella banda larga si potrebbero generare 75.500 posti di lavoro; il miliardo da puntare nell’informatizzazione dei servizi sanitari creerebbe altri 23.400 addetti; mentre il miliardo e 200 milioni da investire nello sviluppo di reti energetiche avanzate si tradurrebbe in 47.800 posti. E sono stime “conservative”, conclude Il Sole, soprattutto perché “sul tavolo non viene messo, forse per motivi di realismo politico e industriale, il grande progetto dell’Ngn, la vera rete di nuova generazione, con un costo stimato tra i 10 e i 15 miliardi di euro”.

15 Dicembre 2009