Ict, lavoratori in crescita nonostante la crisi

OSSERVATORIO ASSINTEL

Osservatorio Assintel: nel 2009 l'occupazione a +1,2%, in forte calo dal +5,8% del 2008, ma il comparto ha registrato performance migliori di altri settori. In aumento anche le retribuzioni

di Gian Carlo Lanzetti
Il mercato dell’It, come noto, è in decisa flessione. Il 2009 dovrebbe chiudersi con un calo stimato da Idc intorno al 4,6%, con una punta del -10,4% per l’hardware. Una fotografia drammatica anche se prevista di questo anno horribilis. Ma forse c’è un dato di lettura di questi numeri che autorizza anche un pò di ottimismo.

“Ci sono degli elementi sottesi",  ha osservato Antonio Romano, general manager Idc Italy & Iberia Region, in occasione della presentazione alla stampa e agli operatori dell’Osservatorio dei profili professionali dell’It di Assintel, che inducono a essere un pò fiduciosi. "La forte caduta dell’hardware, per esempio, è riconducibile alla esplosione della virtualizzazione che in un certo qual modo ha avuto un impatto sulle vendite dei server fisici del 40%, proprio per la decisione delle aziende di ridurre i server tradizionali a favore di quelli virtuali. Questa ottimizzazione permetterà di liberalizzare una parte di risorse normalmente impiegate in attività di gestione e manutenzione del parco esistente che verosimilmente si spera possono finire in nuovi progetti a parità di budget It. Come noto in Italia vale la regola dell’80/20. l’80% delle spese It serve alla gestione ordinaria e solo il 20% va in nuovi investimenti”.

Romano è inoltre convinto che dopo questo periodo di forte discontinuità il mercato ritornerà gradatamente ad essere più sano e solido. Sano perché nel frattempo le aziende utenti si sono liberate degli sprechi da eccessi fatti negli anni della bolla Internet; più robusto perché nel frattempo l’offerta si è sfrondata e grazie anche ai processi di aggregazione  è in gradi di essere più coerente con le esigenze dei clienti.

E’ in questo contesto che si inserisce il nuovo mosaico delle professionalità, di cui la ricerca di talenti è l’aspetto più importante,
Si legge nell’Osservatorio che proprio dall’insieme di due fenomeni specifici, la domanda di qualità da un lato e l’avvio del processo di raggiungimento di un numero di operatori coerente con le dimensioni del mercato dall’altro, scaturisce quel circolo virtuoso che porterà a un mercato più sano e migliore. Una situazione, viene sottolineato, dove finalmente la qualità avrà l’opportunità di essere portata al mercato al suo giusto prezzo, in una competizione aperta e trasparente, sfuggendo ai bandi di gara che l’ipertrofia dell’offerta troppe volte ha ricondotto a logiche economiche sbagliate a danno dell’ecosistema di mercato. Sarà cosi? Per intanto va rilevato che nel 2009 l’occupazione Ict, calcolata sulla base di un campione di 242 aziende con oltre 18mila addetti, è cresciuta  dell’1,2%, poco se si vuole rispetto al 5,8% messo a segno nel 2008 ma buona rispetto alle dinamiche di altri settori economici. In ogni caso il risultato è frutto di un compromesso tra aziende a “crescita zero” (il 43% del campione), aziende che hanno ridotto i livelli occupazionali (19%) e aziende con un turnover positivo (38%), le meglio attrezzate per affrontare il 2010.

Alcuni numeri sulle retribuzioni e i loro andamenti anno su anno. La retribuzione media annua lorda di un dirigente è di 85.747 euro (+2,8%); quella di un quadro di 51,494 euro (+2,7%) e quella di un impiegato che lavora in una delle aziende del campione di 28.625 (+2,4%).
Da ultimo un accenno alle tariffe professionali, inserite per la prima volta nell’Osservatorio. Da anni si sta assistendo a una corsa al ribasso, proseguita anche nel 2009 ma in misura più modesta rispetto agli anni prima. Un esempio. I livelli massimi vanno dai 538 euro il giorno per un capo progetto (nel 2006 ci volevano 700 euro) ai 256 euro per un programmatore.

15 Dicembre 2009