Browser libero. Fine della guerra Microsoft-Ue

ANTITRUST

L'Antitrust Ue ha accettato gli impegni di Microsoft per aumentare la concorrenza nel mercato dei navigatori. Redmond renderà disponibile nello spazio economico europeo, da marzo 2010 per 5 anni, un “Choice screen”

di Roberta Chiti
La Commissione europea accetta gli impegni di Microsoft per aumentare la concorrenza nel mercato dei browser offrendo agli utilizzatore europei di Windows la possibilità di scegliere tra diversi browser e permettendo ai produttori di computer e agli utilizzatori di non utilizzare Internet Explorer. Lo ha annunciato l'Antitrust Ue.

Con questa decisione la Commissione ha reso legalmente vincolanti gli impegni presi da Redmond. Microsoft renderà disponibile da marzo 2010 per cinque anni nello spazio economico europeo uno “Choice screen”, una finestra che permetterà agli utilizzatori di Windows Kp, Windows Vista e Windows 7 di scegliere quale navigatore vogliono installare in aggiunta o al posto di Internet Explorer.

Inoltre i produttori potranno installare browser concorrenti e chiudere Explorer. Tutti i navigatori web che appariranno nella schermata multiscelta, come Mozilla Firefox, Google Chrome, Apple Safari e Opera, figurano tra i primi dodici navigatori maggiormente usati in Europa.

Bruxelles riteneva che la concorrenza fosse distorta da Microsoft perché la società offriva un vantaggio artificiale nella distribuzione non correlato ai meriti del prodotto installato su oltre il 90% dei pc.

Microsoft dovrà inviare rapporti regolari alla Commissione sull'attuazione degli impegni.

A luglio Microsoft aveva avanzato delle proposte sulle informazioni sulla interoperabilità tra prodotti di terzi e prodotti Microsoft inclusi Windows, Windows Server, Office, Exchange, e SharePoint. Dopo intensi negoziati, Microsoft oggi pubblica una versione migliorata comprensiva dei documenti relativi alla interoperabilità. Bruxelles ritiene che questo migliori l’interoperabilità. Anche su questo ci sarà un monitoraggio costante i cui risultati serviranno per l'inchiesta antitrust in corso sulla interoperabilità.

16 Dicembre 2009