Rivoluzione asiatica per Cisco. Nasce la divisione ad hoc per la Cina

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Le attività in Cina, Taiwan e Hong Kong saranno separate da quelle dell'Asia-Pacifico e Giappone. Gli analisti: "La scelta è giusta, ma i competitor locali non hanno da temere"

di Patrizia Licata
Ristrutturazione in Asia-Pacifico e Giappone e creazione di una nuova divisione dedicata al mercato cinese allargato: questa la nuova strategia di Cisco Systems in Asia, segno del potenziale di mercato che il produttore di attrezzature di rete coglie nell’area cinese. L’azienda di San Jose renderà infatti indipendenti le tre unità operative, Greater China, Hong Kong e Taiwan, che prima facevano parte della più grande divisione Asia-Pacifico, in modo da concentrare meglio strategie e investimenti su un’area da alta crescita e anche fortemente competitiva. La ristrutturazione sarà effettiva da febbraio.

“Considerate dimensioni e crescita dell’economia cinese e l’importanza che ha per l’azienda lo sviluppo delle sue attività in Cina, pensiamo che creare una divisione separata per la Greater China sia una decisione inevitabile e significativa nella nostra strategia”, ha commentato Robert Lloyd, executive vice president delle attività globali della Cisco. "In questo modo potremo trarre il massimo dalle opportunità che si aprono in questa regione, concentrandoci meglio sulle relazioni con clienti e partner dell’area cinese".

A capo della divisione per la Greater China è stato scelto Owen Chan (nella foto), che ha diretto le operazioni in Asia-Pacifico della Cisco per cinque anni. Le attività in Asia-Pacifico e Giappone saranno invece guidate da Edzard Overbeek. L’azienda californiana sottolinea che Giappone, Greater China e Asia-Pacifico rappresentano circa il 15% delle sue entrate globali. Nel primo trimestre fiscale chiuso il 24 ottobre, la Cisco ha riportato vendite per 9 miliardi di dollari, in calo del 12,7% rispetto ai 10,3 miliardi dell’anno precedente, ma gli investimenti e il cash sono lievemente aumentati (35,4 miliardi contro i 35 miliardi dell’anno prima). Secondo gli analisti la scelta di ristrutturare le sue operazioni in Asia è la mossa giusta per la Cisco, che ha già una forte presenza sul territorio cinese ma deve contrastare la concorrenza di forti vendor locali come Huawei Technologies e Zte.

"La decisione della Cisco riflette la volontà di concentrarsi sulla Cina, un mercato in rapida crescita che attrae molte aziende globali”, sottolinea Charles Guo, analista della JPMorgan a Hong Kong. Tuttavia, secondo Guo, la Cisco e i concorrenti cinesi si rivolgono a diversi segmenti di mercato e la strategia più aggressiva del produttore americano in Cina non dovrebbe avere un forte impatto sui fornitori locali.  
 

13 Gennaio 2010