LA SENTENZA

Pirate Bay, tre anni e mezzo di carcere al fondatore Svartholm

La giustizia danese lo ha giudicato colpevole del più grave attacco informatico mai avvenuto nel Paese ai danni del colosso informatico Csc

Pubblicato il 31 Ott 2014

gottfrid-svartholm-pirate-141031173334

Gottfrid Svartholm Warg, uno dei fondatori di Pirate Bay, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere perché considerato responsabile del più grave attacco informatico nella storia della Danimarca.

Svartholm, meglio conosciuto con il nickname Anakata che ha trent’anni ed è svedese, dovrà lasciare la Danimarca e non potrà tornare nel paese. Era stato accusato di intrusione nei sistemi informatici della società tecnologica Csc. Due dei sei giurati della corte di Frederiksberg si sono espressi contro la condanna.

Svartholm è stato arrestato in Cambogia nel settembre 2012, ed estradato in Svezia, per poi essere di nuovo estradato in Danimarca nel novembre 2013, dove è stato processato. L’accusa sostiene che Anakata e il suo complice danese 21enne conosciuto solo come “TLT” hanno violato la sicurezza dei server di Csc nell’aprile del 2012, continuando nelle loro invasioni fino all’agosto dello stesso anno (e presumibilmente fino all’arresto di Svartholm, avvenuto per ragioni che riguardavano la violazione del copyright). Durante questo periodo i due hanno ottenuto dati riservati, come registri sulle patenti di guida archiviati dalle forze di polizia all’interno della zona-Schengen, fedine penali e dati sulla sanità pubblica di privati cittadini.

Secondo i giudici questi accessi criminali sono stati sistematici e metodici. Svartholm ha professato la propria innocenza: la sua versione si basa sul fatto che il Mac da dove si sarebbero compiuti questi attacchi hacker non è stato a suo uso esclusivo ma messo a disposizione di altri individui, tra cui altri sviluppatori software molto abili. Uno di essi avrebbe potuto in qualunque momento compromettere la macchina in questione e accedere in remoto al MacBook incriminato, controllandolo e usandolo come depistaggio per questi attacchi informatici.

Questa difesa ha avuto seguito ed è stata accettata in Svezia, dove Svartholm è stato in parte scagionato. I danesi, però, non sono rimasti altrettanto convinti dalle possibilità. Swartholm ha passato già 11 mesi in carcere in Danimarca e sono stati chiesti altri due anni di reclusione, oltre che lo status di “persona non grata” e l’allontanamento perpetuo dai confini danesi.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati