Sette pilastri per assicurare stabilità al palazzo dell'Ict

LA RICETTA ANITEC

La ricetta di Anitec per fare dell'innovazione una chiave di volta in termini di produttività, welfare e sostenibilità. Il Vp Radaelli: "L'Italia deve agire in linea con l'Europa"

di Mila Fiordalisi
Intraprendere azioni efficaci per garantire ai cittadini e alla società di poter trarre effettivo vantaggio dalle applicazioni Ict in termini di produttività, welfare e sostenibilità. Questo l'appello lanciato ai leader della Ue da Anitec, Associazione Nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di Consumo aderente a Confindustria Anie,in occasione dell'evento organizzato dalla Presidenza Spagnola della Commissione Europea con l’Industria Europea dell’Ict.

Incidendo già per oltre il 40% sugli incrementi di produttività a livello europeo, l’Industria dell’ICT  - che genera 700 miliardi di euro di fatturato occupando 6 milioni di addetti - potrà giocare un ruolo-chiave "non soltanto nell’accelerare la ripresa economica in Europa ma anche nel fungere complessivamente da traino in una prospettiva di futuro più a lungo termine", sottolinea Anitec.

L’innovazione legata alla banda larga - stima l'Associazione - ha il potenziale per creare un milione di nuovi posti di lavoro ed una crescita dell’economia stimabile in 849 miliardi di euro. Notevole anche il contributo in termini di ecosostenibilità aziendale: la diffusione delle applicazioni Ict comporta un potenziale di riduzione del 15% delle emissioni di CO2.

“Dobbiamo agire in linea con l’Europa – sottolinea Cristiano Radaelli, Vice Presidente Anitec – ed impegnarci nelle sette aree che devono essere sviluppate per trarre profitto dai benefici dell’Ict. Si tratta di crescita e produttività, sostenibilità, creative content nel mondo digitale, fiducia, partecipazione di tutti, accesso al mercato ed ai liberi scambi, riduzione degli oneri amministrativi.

“Il futuro della competitività europea – continua Radaelli - dipende in larga parte dalla capacità di facilitare la diffusione dell’Ict nei settori pubblico e privato ed è quindi fondamentale che tutti gli stati membri adottino le misure necessarie allo sviluppo dei servizi e delle reti di telecomunicazione sull’intero territorio europeo”.

19 Gennaio 2010