Calo dei ricavi da Pmi. E le banche si affidano al Web

TREND

Studio Efmea-Finalta: per uscire dalla crisi gli istituti bancari puntano a sviluppare servizi Internet e telefonici ad hoc per le piccole imprese

di Federica Meta
Le banche non guadagnano più dalla vendita di servizi alle Pmi e si affidano al Web. È questa la fotografia scattata dallo studio Direct Channels for Small Business Banking, Efma (European financial management and marketing association) e Finalta che ha censito 139 banche di 31 Paesi europei.

Stando alla ricerca, nel 2009, gli istituti bancari hanno registrato un calo significativo dei ricavi dalla vendita di prodotti e servizi alle piccole imprese: -9% nei paesi dell’Europa Occidentale, -12% nei paesi dell’Europa dell’Est, contro una crescita, rispettivamente, del 32% e del 53% nel triennio 2005-2008. Ma da questa crisi le banche contano di uscire sviluppando nuovi canali di vendita basati su Internet e il contatto telefonico.

“La recente crisi finanziaria ha stimolato la maggior parte delle banche a rivedere i modelli di servizio per le piccole imprese,  per ridurre i costi - si legge nel report -. Nello specifico la riduzione dei costi si è tradotta nella spinta a un maggiore utilizzo dei nuovi canali diretti in alternativa al servizio di filiale”. In particolare il canale Internet  sta diventando strategico nel business verso le piccole imprese: in Europa oltre il 50% di esse risulta registrato come utente per l’Internet banking, e il 34% lo utilizza correntemente.
“La spinta ai nuovi canali Web e telefonici trova ragioni oggettive su entrambi i fronti, piccole imprese e banche. Alle prime possono essere infatti forniti, nella maggior parte dei casi,  servizi di pari qualità rispetto a quelli ottenibili in filiale, ma a costi minori  - spiega la ricerca -. Alle banche si apre la possibilità, oltre che di ridurre in modo consistente i costi di filiale, di liberare opportunità e tempo del gestore small business, in modo da consentirgli di occuparsi anche dei bisogni “personali” dell’imprenditore”.

“In passato c’è stata una qualche lentezza  nello sfruttare appieno il potenziale dei canali diretti basati su Internet e il contatto telefonico qualificato – commenta Doug Wilson, direttore di Finalta -.Le banche ne sono consapevoli, così come consapevoli delle opportunità che i canali diretti  possono dischiudere, sia in chiave commerciale”.

22 Gennaio 2010