"Riconoscere le facce". Nec lo fa meglio

SOLUZIONI

Il Dipartimento della Sicurezza Usa: "E' la soluzione di riconoscimento più affidabile di altre". Intanto l'azienda conclude un accordo con la greca Digea per la fornitura di ripetitori Dvb-T

di Davide Lombardi
Una tecnologia leader. Il Still-Face Dataset del Multiple Biometric Grand Challenge , messo a punto dal National Institute of Standard and Technology (NIST), commissionato dall’ US Department of Homeland Security ha giudicato così la tecnologia di riconoscimento facciale implementata da Nec:  a percentuale del falso positivo a quota 2,1%, e quella del falso negativo a quota 1% raggiunta supera di gran lunga le tecnologie concorrenti.

Le immagini facciali valutate dallo “Still – Face Dataset” sono state scattate da fotocamere digitali ad alta definizione e sotto sfidanti condizioni, incluse immagini compresse usate per gli IC Passport e immagini riprese in ambienti interni poveri di luce o sotto la luce diretta del sole. Queste situazioni sono state pensate come possibili anticipazioni di scenari reali ed i risultati dei test hanno dimostrato performance di alta qualità.

L’azienda giapponese ha sviluppato nel 2002 la tecnologia Nec NeoFace, con cui estrapola caratteristiche personali tra una gamma di condizioni, incluse proposte differenti e altri punti di vista. Nec era già stata riconosciuta al primo posto nella velocità e nell’accuratezza nella tecnologia delle impronte digitali, delle impronte palmari, e della corrispondenza delle impronte parziali dal 2004.

La tecnologia per la ricognizione facciale di Nec è stata adottata in Giappone e in tutto il mondo – inclusi paesi come Hong Kong e Cile – dalla Polizia, dal sistema immigrazione e presso parchi di divertimento.

E le buone notizie per Nec non finiscono con il presttigioso riconoscimento. Nec ha  iinfatti annunciato un accordo, già raggiunto nell’autunno 2009, con Digea, Digital Network Operator greco con la responsabilità di fornire una rete di broadcasting per la trasmissione della tv digitale in Grecia. L’accordo raggiunto fra le due compagnie riguarda la fornitura di trasmettitori Nec Dvb-T fino al 2015, e permetterà a Digea di lanciare una rete privata Dvb-T nel paese, coprendo quasi il 100% della popolazione.

I trasmettitori forniti saranno circa 300: Nec ha già fornito i materiali necessari alla trasmissione da Xilokastro nel Peloponneso e sta procedendo ora con Salonicco e Atene, mentre Patrasso e Larissa devono aspettare ancora qualche mese.

I rispettivi Ceo sono naturalmente soddisfatti di quest’accordo. Quello di Digea, George Mathios per l’importante contributo tecnologico e di know-how che un’azienda come Nec può offrire. Ugo Govigli, Ceo di Nec Italia, afferma: “Siamo molto fieri dell’accordo con Digea, che costituisce un’altra pietra miliare di Nec nel segmento delle Reti di Broadcasting Digitale Terrestre ed è soprattutto uun passo importante per la crescita di Nec in questo Paese”.

29 Gennaio 2010