Ue, slitta la presentazione dell'Innovation Act

COMMISSIONE EUROPEA

Il commissario all'Industria, Antonio Tajani, ha annunciato che il piano europeo per l'innovazione sarà presentato a giugno e non in primavera come inzialmente previsto

di Patrizia Licata
Si arena il progetto europeo di presentare l’Innovation act in tempo per il meeting di primavera dei leader dell’Ue. Il nuovo piano europeo per l'innovazione, che dovrebbe servire a rilanciare la competitività e creare posti di lavoro, è un progetto che ha preso forma nel corso del 2009, l'anno europeo della creatività e dell’innovazione culminato nella pubblicazione di un “manifesto” per l’innovazione.

A settembre 2009, la Commissione europea si era detta intenzionata a pubblicare lo European innovation act prima della primavera del 2010. Sul progetto sta lavorando il gruppo Imprese e industria dell’esecutivo Ue, alla cui guida è stato eletto Antonio Tajani. Ma un primo segnale del ritardo del programma è arrivato all’inizio del mese quando gli eurodeputati hanno letteralmente messo sulla griglia il commissario italiano alla sua prima udienza parlamentare. 

Tajani, il cui dipartimento sta lavorando su una bozza del programma, ha detto che ci sarebbero voluti sei mesi prima della presentazione del documento finale. Dunque sarebbe pronto non in primavera, come inizialmente previsto, ma nei mesi estivi. Inoltre il commissario all’Industria (come altri) ha smesso di riferirsi al programma come “Act”, preferendo chiamarlo "action plan" o "strategy".

Il ritardo non si deve a una minore attenzione verso i temi dell’innovazione (anzi, per la prima volta è stato creato un commissario preposto proprio all’innovazione, Máire Geoghegan-Quinn), ma piuttosto ai ritardi nella nomina della nuova Commissione e ai cambiamenti che seguiranno proprio all’entrata in scena della nuova figura del commissario Geoghegan-Quinn. Quest’ultima ha rivelato alla sua udienza parlamentare che presiederà un sotto-gruppo di commissari che lavoreranno sui temi dell’innovazione. Ha anche detto che si aspetta di avere un ruolo nella messa a punto finale e nell’implementazione del nuovo piano di azione.

Ciò potrebbe significare che il piano Ue per l’innovazione avrà una più vasta portata e non sarà solo concentrato sulle necessità del mondo industriale, come sarebbe se a occuparsene fosse solo il commissario all’Industria. Potrebbe affrontare temi come la riforma del sistema dei brevetti, l’approvvigionamento pubblico, i cluster competitivi, il venture capital, l’economia verde e la carenza di competenze. 

Il ritardo nella pubblicazione del piano potrebbe portare dunque a una definizione più ampia di innovazione, incorporando alcune delle proposte contenute nel manifesto presentato dagli Ambasciatori per la creatività e l’innovazione lo scorso novembre alla Commissione Ue. In quell’occasione gli ambasciatori hanno sottolineato la necessità di promuovere la creatività nelle scuole e nelle università e suggerito che i fondi strutturali Ue dovrebbero essere usati per rafforzare gli investimenti nella ricerca - una proposta, quest’ultima, che ha trovato il sostegno della Geoghegan-Quinn.
 

29 Gennaio 2010