Telemarketing, con la Robinson List l'Italia in regola con la Ue

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"Il Commissario Reding non ha attaccato nel cuore la riforma italiana ma teme che non bastino i sei mesi per l'istituzione del Registro ", spiega il presidente dell'Istituto Italiano della Privacy. "Per non rischiare il governo acceleri"

di Mario Sette
"La contestazione della Commissaria Reding non si riferisce al cuore della riforma". Luca Bolognini, presidente dell'Istituto Italiano per la Privacy interviene sulla messa in mora dell'Italia da parte della Commissione europea specificando i termini della questione. "L'Europa contesta le norme transitorie che allungano i tempi introdotti dal vecchio Milleproroghe del 2009: al contrario sull'opt-out con Robinson list sarebbe difficile ravvisare margini per contestazioni formali, visti il considerando 42 e i commi 3 degli artt. 12 e 13 della direttiva 2002/58/CE".

Secondo Bolognini "il Governo dovrebbe approvare quanto prima il Regolamento istitutivo del Registro, così da neutralizzare le norme transitorie sgradite all'Ue e ai cittadini".

Da parte sua l'IIP annuncia che il 10 febbraio presenterà una propria proposta di schema del regolamento d'istituzione del registro delle opposizioni per il telemarketing (ex art. 130 comma 3-ter del Codice Privacy) " una bozza-proposta ideata nell'intento di sensibilizzare il regolatore sui temi importanti da affrontare in materia, nonche' di sollecitarlo pubblicamente a provvedere nei termini di legge, ormai stretti", puntualizza Bolognini.

"Il rischio come sempre accade quando si tratta di emanare norme attuative o regolamentari  - pensiamo all'esempio dell'Allegato C al Codice Privacy, ancora assente -  è che passino i sei mesi senza nulla di fatto. Questo il rischio che intravede il commissario Reding".

"Mi auguro che venga posto rimedio nei tempi più rapidi possibili ai rilievi mossi al Governo italiano", sottolinea l'onorevole Patrizia Toia, eurodeputato del gruppo dell'Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo. "Accolgo favorevolmente la pronta azione della Commissione per richiamare l’Italia alla necessità del rispetto delle regole europee in materia di tutela dei dati personali. I consumatori devono essere informati e sono loro a dover fornire il loro consenso per il trattamento dei dati".

29 Gennaio 2010