Meglio i libri degli e-books. Parola di Eric Schmidt

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Il Ceo di Google difende la lettura "tradizionale". E sulla tecnologia dice: "Non è vero che renderà il mondo più sicuro"

di Federica Meta
La tecnologia non è sempre buona. A dirlo non uno qualunque, ma il numero uno di uno dei colossi del Web, ovvero Eric  Schmidt, Ceo di Google. Intervenendo al World Economici Forum di Davos, il numero uno di Mountain View ha ribadito l’importanza dei libri tradizionali come strumenti necessari all’apprendimento.
“Il libro permette una lettura lenta ed approfondita – ha sottolineato Schmidt - . La tecnologia, invece, è troppo ricca di sollecitazioni per garantire quel deep reading, che permette allo studente di scegliere da sé modalità e tempi dell’apprendimento”. Una dichiarazione non da poco da parte di un top manager di un’azienda che ha fatto della digitalizzazione dei libri – il progetto Google Books – il suo nuovo cavallo di battaglia. 

Schimdt ha anche ricordato che la tecnologia non può essere considerata la soluzione a tutti mali. “L’hi-tech non renderà il mondo più sicuro e prevedibile. Anzi, può renderlo meno sicuro e meno prevedibile proprio perché interconnesso”. Inoltre la tecnologia avrebbe avuto un ruolo determinante nella crisi economica attuale. “Il computing ha causato l'insorgere di troppi prodotti "derivati" che hanno portato la crisi finanziaria ai livelli di adesso”, ha detto.

Solo a conclusione del suo intervento il Ceo di Google ha elencato i vantaggi dell’hi-tech, iniziando dai videogiochi. “Si tratta di strumenti che migliorano la coordinazione occhio-mano nonché le capacità strategiche e decisionali dei ragazzi- ha concluso Schmidt –. E le applicazioni Web che traducono in tempo reale le lingue facilitano la comunicazione tra i popoli”.  

01 Febbraio 2010