Copyright, bloccate in un anno 15 piattaforme illegali

ANTIPIRATERIA

Dati Fimi: isolati oltre 5 milioni di link a brani musicali messi a disposizione tramite download o streaming. Offerta legale aumentata del 23% nel 2014

di Patrizia Licata

Ad un anno dall'entrata in vigore del regolamento antipirateria di Agcom al solo livello musicale, secondo i dati della Federazione Industria Musicale Italiana di Confindustria (Fimi), sono state bloccate 15 piattaforme illegali a livello globale, con oltre 5 milioni di link a brani musicali posti a disposizione del pubblico tramite download o streaming.

L'antipirateria musicale, rappresentata dalla Fpm (Federazione contro la pirateria musicale e multimediale), tra il 2014 e il 2015 ha ottenuto 15 blocchi da parte di Agcom su 15 istanze presentate.

"L’Agcom ha dato un contributo alla difesa dell’industria culturale con il regolamento per la tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, entrato in vigore il 31 marzo" 2014, dichiarava l'anno scorso il Commissario Agcom Francesco Posteraro. "Si tratta di uno strumento inteso a contrastare il dilagante fenomeno che va sotto il nome di pirateria digitale, un fenomeno criminale che rischia di determinare il progressivo inaridimento delle fonti stesse della creatività. C’è da credere che non tarderà ad affermarsi come una best practice a livello internazionale".

L'azione di Agcom si affianca agli importanti risultati ottenuti anche sul piano penale con azioni promosse dalla Guardia di Finanza e dalla magistratura, sottolinea la Fimi. Tra gli esempi, la recente operazione "Italian Black Out", condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo sardo in collaborazione con il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, su delega della Procura della Repubblica di Cagliari, che ha inibito l'accesso dall'Italia al portale "ddlstorage", attraverso l'oscuramento del sito www.ddlstorage.com, amministrato nel nostro paese e composto da oltre 120 server che hanno trovato luogo inizialmente su internet service provider in Francia, per poi spostarsi su spazi olandesi gestiti da un "noto fornitore di servizi della rete", come spiegato dalla GdF. "La migrazione è avvenuta congiuntamente ad una 'cessione' del servizio 'ddlstorage' ad una società lussemburghese, anche se il cyberlocker continuava a essere gestito da dominus italiani", si legge nella nota emessa a luglio 2014 per dare notizia dell'operazione. "La piattaforma oscurata consentiva l'accesso a milioni di opere protette da diritto d'autore, tra queste: tracce musicali, film e opere cinematografiche, serie tv sky, videogiochi e prodotti editoriali. L'operazione, portata a compimento per la prima volta in Italia, ha avuto come scopo precipuo quello di aggredire le condotte illecite finalizzate alla violazione in materia di diritti d'autore anche quando si cerca di mascherare tali atteggiamenti delittuosi dietro una parvenza di legalità con la costituzione di società ad hoc. Si tratta, infatti, della prima operazione nella quale è stato possibile provare il legame diretto tra il sito vetrina già sequestrato e il cyberlocker di riferimento".

L'attività Agcom e delle autorità è andata di pari passo con la crescita dell'offerta legale online in Italia che, riferisce il Fimi, è aumentata del 23% nel 2014. Il 2014 è stato il secondo anno consecutivo di crescita per il mercato discografico italiano: +4% il volume d’affari, per un valore di 122 milioni di euro, secondo lo studio Fimi-Deloitte. Il mercato fisico pesa per due terzi del totale, ma in caduta rispetto al 2013 (-5%), mentre è boom per i servizi streaming (+83%) come TIMmusic, Google Play, Spotify, Deezer, YouTube e Vevo, sostenuti da pubblicità o in abbonamento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 31 Marzo 2015

TAG: Agcom. Fimi, Fpm, Francesco Posteraro, Guardia di Finanza, Italian Black Out, GdF, Deloitte, TIMmusic, Google Play, Spotify, Deezer, YouTube, Vevo

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