La Difesa italiana schiava della carta

TRIPWIRE

di Piero La Porta
La “Direzione generale delle pensioni militari e del collocamento al lavoro dei volontari congedati della leva” trasmette al ministero dell’Economia un decreto di pensione, per trasformarlo in pensione, pagata mensilmente al generale L.M. La stessa lettera della Direzione generale mette in indirizzo L.M., che ha i capelli bianchi, ma le sinapsi ancora ben fresche e una capacità di comunicare via e-mail. L’indirizzo e-mail del generale è noto alla Direzione generale, ma essa non se n’è data per inteso. Gli ha mandato infatti un pezzo di archeologia delle comunicazioni, un foglio A4 extra strong, bollato e firmato.
Il generale si attendeva di ricevere anche il decreto. Dopo tutto egli è il diretto interessato. Se desidera il decreto in formato A4 extra strong - gli spiegano - deve chiederlo con una supplica di sabauda memoria, a sua volta formato A4 extra strong, corredata da marche da bollo di euro 0,25 per ogni pagina. Mi basta leggere il decreto da una e-mail, azzarda l’impavido generale ma fronteggia una fortezza inespugnabile: occorre una domanda con marche da bollo. Resa incondizionata, infine. Quante marche da bollo necessitano? Non si sa. È il corto circuito d’ogni pratica burocratica, dopo tutto lieve questa volta. Il generale vive lontano da Roma.
Fa la cosa più semplice: manda una mail a un collega con la copia della sua supplica, che quello porterà alla Direzione generale con una congrua manciata di marche da bollo. Ricevuto il decreto formato A4 extra strong, l’amico gli farà una mail con pdf allegato. Due attempati generali nel web. La Direzione generale in formato A4 extra strong.

08 Febbraio 2010