Decolla anche in Italia il numero unico emergenze

SICUREZZA

L'Italia recepisce la direttiva dopo la condanna Ue. Il servizio parte dal 12 febbraio in 18 Province

di Davide Lombardi
Il Numero Unico Europeo (Nue) per le emergenze, che metterà in collegamento operatori telefonici, ministero degli Interni e forze dell’ordine e di pubblica sicurezza, sta per diventare realtà anche in Italia. Con un consistente ritardo, visto che la Ue aveva aperto una procedura d’infrazione ai danni del nostro Paese per poi condannarlo lo scorso 15 gennaio per il mancato recepimento di una direttiva datata 2002.  Tuttavia, perché la rete funzioni a pieno regime, bisogna attendere almeno fino a luglio 2011. La tecnologia sarà implementata da venerdì 12 febbraio in 18 province, e riguarderà per ora carabinieri e polizia. Vigili del fuoco e centralini sanitari devono attendere ancora un anno.

Il Nue aggiornerà la tecnologia di ricezione e smistamento delle richieste di aiuto. Il nuovo sistema permette in quattro secondi di identificare nome e indirizzo del richiedente aiuto, in caso di chiamata da linea fissa, e la localizzazione geografica esatta in caso di chiamata da cellulare.

Questa identificazione-lampo permetterà poi di attivare direttamente la caserma dei carabinieri (o la questura, o il commissariato) competente sul territorio. L’operatore di sala potrà allertare contemporaneamente più interventi, diramando la richiesta anche ai vigili del fuoco o al personale del 118. Il Nue non cancellerà i diversi numeri d’emergenza, che rimarranno uguali. Cambierà solo la tecnologia con cui i dati vengono ricevuti e smistati.

Il Nue si basa su Vpn (Virtual private network, reti private virtuali) create ad hoc: una per ogni operatore telefonico. Una Vpn collegherà la rete dell’operatore al Ced Interforze, un sistema informatico posto presso il ministero degli Interni, un’altra Vpn invece consentirà l’interconnessione tra Ced, polizia di Stato, carabinieri, vigili del fuoco e centri di risposta per l’emergenza sanitaria. Ogni chiamata viene ingabbiata su un canale sicuro e non intercettabile, fino a un centralino che la riceve e la smista al centro competente sul territorio. Le comunicazioni sulle Vpn sono sicure e affidabili: c’è una banda minima garantita, per scongiurare il rischio di telefonate disturbate, perse o poco comprensibili, mentre i protocolli Https e IpSec garantiscono che le telefonate non possano essere intercettate.

09 Febbraio 2010