Stm dice addio al mercato delle memorie flash

STRATEGIE

Ceduta a Micron, attraverso uno scambio azionario, la partecipazione (48,6%) nella jv Numonyx. In allarme i sindacati : "A rischio 400 posti di lavoro"

di Mario Sette
StMicroelectronics abbandona definitivamente il business delle memorie flash per concentrarsi sul business delle rinnovabili (l’azienda ha recentemente siglato un accordo con Enel e Sharp per la riconversione del proprio stabilimento produttivo di Catania).

È di poche ore fa la notizia della cessione alla statunitense Micron Technology, attraverso uno scambio azionario, della partecipazione in Numonyx, la joint venture battezzata a marzo 2008 insieme con Intel e Francisco Partners. L’operazione – che si configura come un investimento finanziario - consentirà ad Stm di azzerare completamente il prestito bancario da 450 milioni di euro e di estinguere la contestuale garanzia di 225 milioni concessa al gruppo italo-francese nonché di mettere a segno una plusvalenza per 280 milioni di dollari.

Saranno inoltre cancellate tutte le obbligazioni trentennali che Numonyx deve rimborsare a Stm. Sarà proprio il gruppo italo-francese – in Numonyx con una quota del 48,6% - a ottenere la maggior quantità di azioni Micron: i tre azionisti della jv riceveranno 140 milioni di azioni Micron (che potranno salire a 150 considerando l’andamento del titolo americano) di cui 66,6 confluiranno in Stm.

“Sulla scorta del contributo sostanziale e significativo che ha saputo apportare nelle memorie Nor e a cambiamento di fase per applicazioni nel wireless ed embedded, confido nell'ex gruppo ST/Memorie Flash, che diventerà un elemento costitutivo importante di un leader globale e di successo nel settore delle memorie” commenta Carlo Bozotti, presidente e ceo di Stm.

“L'uscita dal business delle memorie Flash, compresa l’estinzione della nostra garanzia a fronte del debito bancario di Numonyx – aggiunge Carlo Ferro, vice presidente esecutivo e Cfo dell’azienda - rappresenta un ulteriore passo avanti nell'attuazione della nostra strategia orientata a un modello di business più focalizzato e a minore intensità di capitale”.

Se l’impianto catanese dell’azienda sarà riconvertito per la produzione di soluzioni destinate al mercato del fotovoltaico, quello di Agrate continuerà ad essere utilizzato congiuntamente da Stm e la nuova Micron/Numonyx e per attività di ricerca e sviluppo tecnologici e attività manifatturiere. "In Italia gli addetti alla ricerca operativi sui tre siti sono circa 500 ad Agrate, 200 a Catania e 100 a Napoli", fanno sapere da Numonyx Italia. L'azienda conferma che resterà in Italia l'R&D di Micron/Numonyx per lo sviluppo di prodotti e tecnologie per memorie Nor, memorie Nor in stack e memorie a cambiamento di fase.

I sindacati locali non hanno accolto con favore la notizia della cessione: "Nel 2007 abbiamo espresso la nostra contrarietà alla cessione del rapo d'azienda della Stmicroelectronics che ha portato alla creazione di Numonyx. Oggi, alla luce della cessione a Micron Technology appena annunciata, le nostre preoccupazioni si rivelano fondate", sottolinea Giovanna Marano, segretario generale della Fiom-Cgil Sicilia. A rischio ci sono i 400 lavoratori siciliani della Numonyx.

"Non conosciamo le condizioni dell'accordo relative ai dipendenti nell'isola - si legge in una nota del sindacato - né Stm ha annunciato con quali modalità ed in quali tempi avverrà il processo. Stmicroelectronics, prima grande multinazionale presente in Sicilia e con il sito produttivo più grande, sta per concludere un contratto di programma con il ministero per lo Sviluppo economico, ma la chiusura del contratto dovrà essere temporaneamente sospesa perché riteniamo necessario avere prima tutte le informazioni e le garanzie relative ai 400 lavoratori della Numonyx, senza le quali il sindacato non potrà condividere nessuna delle scelte oggi in programma". "Pertanto - conclude il segretario della Fiom Cgil - chiediamo anche all'assessorato all'Industria della Regione Siciliana, di essere convocati al più presto".

10 Febbraio 2010