Cisco-Tandberg, ecco la roadmap della fusione

STRATEGIE

L'acquisizione della società norvegese da parte del colosso Usa porterà alla creazione di un Telepresence technology Group che ingloberà le soluzioni delle due aziende. Obiettivo: promuovere architetture interoperabili

di Patrizia Licata
Il matrimonio tra Cisco e Tandberg dovrebbe finalmente celebrarsi entro la prima metà di quest’anno: il fornitore californiano ha detto di aspettarsi nei prossimi mesi il via libera delle autorità regolatrici per la sua acquisizione da 3,4 miliardi di dollari del competitor norvegese. Una volta arrivato il disco verde dell’authority, i sistemi delle due aziende saranno resi interoperabili in tempi record, assicura Cisco.

Il progetto dell’americana è dar vita al TelePresence technology group, che ingloberà sia i prodotti Cisco che quelli Tandberg. Il gruppo si concentrerà sugli standard per architetture integrate aperte, di modo che sia più facile rendere interoperabili i prodotti del gruppo e i sistemi di Unified communication di aziende terze. Il nuovo TelePresence group includerà diverse linee di prodotti: TelePresenza immersiva, sistemi per sale polivalenti, sistemi personali, piattaforme, infrastruttura e TelePresenza come servizio. Ogni unit comprenderà un mix di prodotti Cisco e Tandberg.

Il nuovo gruppo di Telepresenza Cisco-Tandberg spingerà anche l’acceleratore sull’adozione di una piattaforma integrata resa pubblica dall’azienda americana il 26 gennaio col nome di TelePresence interoperability protocol (Tip), nata per promuovere l’interoperabilità con i prodotti di aziende terze. Alcuni competitor, come Polycom, hanno tuttavia fatto notare che il nuovo protocollo può sì aiutare a sviluppare soluzioni che dialogano tra di loro, ma sarebbe più appropriato lasciare la creazione degli standard a organismi indipendenti, non ad aziende che rappresentano i player dominanti del mercato. Polycom non ha firmato per aderire al Tip, al contrario di Tandberg, LifeSize Communications e Radvision che, a detta di Cisco, hanno già la licenza per usare il protocollo.

L’interoperabilità è dunque il terreno su cui si giocherà la prossima partita della telepresenza e dell’integrazione tra i prodotti Cisco-Tandberg e di UC in genere. Ma non solo. La nuova architettura integrata si concentrerà anche su altri aspetti che Cisco ha definito "accesso a tutte le funzioni con un solo pulsante” e "presenza continua”. Per Cisco – e altri fornitori di tecnologia per telepresenza – spingere su questi prodotti vuol dire aiutare le aziende a migliorare la collaborazione e la comunicazione tra i dipendenti e con i partner e clienti, riducendo al tempo stesso le spese legate a viaggi e spostamenti. Inoltre, intenzione del colosso del networking di San Jose è espandere gli ambiti in cui si usa la telepresenza ad aree al di fuori della sala riunioni virtuale d’azienda, come le classi universitarie, le sale convegni e le aule per i corsi aziendali. Per esempio, il 10 febbraio Cisco ha annunciato che sta creando un ambiente di telepresenza high-end in un’aula della Fuqua School of Business della Duke University americana. Una settimana prima, PepsiCo aveva reso noto di aver scelto il fornitore californiano e Bt per un progetto di telepresenza che interesserà i suoi principali uffici mondiali. 

Cisco ha cercato con decisione l’ingresso e l’affermazione nel mercato della collaborazione video e della telepresenza immersiva. Per l’americana, il video rappresenta parte fondamentale del mercato della collaboration, il cui valore è stimato sui 34 miliardi di dollari. Attualmente Cisco offre una linea di prodotti high-end di telepresenza. L’acquisto della norvegese non solo automaticamente elimina un’importante rivale, ma garantisce a Cisco un ruolo più forte sul mercato di fascia media. Tandberg ha attualmente un posizionamento molto solido, anche in Italia, dove ha continuato a crescere anche nel 2009, nonostante la congiuntura difficile.

La filiale italiana del fornitore di Oslo si è aggiudicata diversi ordini sia nella pubblica amministrazione che nelle aziende private, soprattutto nel settore manifatturiero, con un forte successo non solo dei progetti di telepresenza ma anche di Unified Communication, che hanno consolidato il ruolo di Tandberg come leader nella comunicazione video di taglio business. Sempre in Italia, la crescita è stata supportata dalla creazione del Tandberg executive briefing center, uno spazio all’avanguardia nel cuore di Milano, in cui clienti e partner hanno potuto vivere l’esperienza video delle soluzioni Tandberg. Nel corso del 2009, sono state oltre 150 le aziende che hanno visitato l’Ebc, per un totale di più di 300 end user. A partire da gennaio 2010 Tandberg Italia ha anche ampliato il proprio staff, che conta ora 15 persone. Sono stati inoltre creati un gruppo dedicato ai Top Account, guidato da Lino Pizzi, e un nuovo team di sviluppo del canale con sei persone. “La nuova struttura ci consente di essere più vicini a clienti e partner, dando una risposta alla crescente domanda del mercato, testimoniata dall’eccellente biennio 2008 – 2009”, secondo Michele Dalmazzoni, Country manager di Tandberg Italia.

15 Febbraio 2010