ProPublica sbarca sul dark web: "Più privacy per i nostri lettori"

MEDIA

Il sito no-profit di giornalismo investigativo, vincitore del Pulitzer, lancia una versione che consente la navigazione in anonimato e protegge dalle attività di sorveglianza dei governi

di F.Me

Il dark web la parte di internet che non viene rilevata dai motori di ricerca, non è più solo accostabile ai criminali o alla pedopornografia ma diventa risorsa per un sito di informazione. ProPublica, la piattaforma no-profit di giornalismo investigativo indipendente che ha vinto due premi Pulitzer, ha lanciato una versione che consente la navigazione in anonimato. Assicura ai lettori più privacy e li protegge dalle attività di sorveglianza, non solo dei governi.

"Tutti devono avere la possibilità di decidere che tipo di dati lasciano in giro. Non vogliano far sapere che hai visitato il nostro sito e cosa hai letto", ha spiegato a Wired lo sviluppatore Mike Tigas, che ha lavorato alla novità. In pratica il nuovo sito di ProPublica è ottimizzato per il browser Tor, che permette la navigazione in anonimato. Anche Facebook ha lanciato una versione del suo sito che usa questo sistema. Tor è stato utilizzato per attività illegali come la compravendita di droga e la pedopornografia ma inizialmente è stato sviluppato per aiutare gli attivisti di qualunque paese del mondo, soprattutto quelli che vivono in regimi repressivi, a comunicare in piena libertà e senza il controllo dei governi.

La decisione di lanciare questa versione del sito, spiega Mark Tigas, deriva proprio dalla pubblicazione di un'indagine sulla sorveglianza e la censura di Internet in Cina: avere una piattaforma che viaggia sul dark web garantisce ai lettori di questo paese di accedere a quei contenuti in modo sicuro. Questa mossa di ProPublica non ha solo un valore simbolico,ma proteggere i lettori anche da altri occhi indiscreti: come la tracciabilità dei loro dati a fini pubblicitari dato che la parte sommersa del web non è indicizzata, quindi non rientra nei database dei motori di ricerca. Non è la prima mossa di ProPublica in favore della riservatezza. Il sito, ad esempio, usa già un sistema anonimo che si chiama SecurDrop (anche questo gira su Tor) curato dalla Freedom of the Press Foundation: protegge gli informatori e le fonti.

Il sito di inchieste indipendenti è stato creato nel 2007 da Herbert e Marion Sandler, una coppia di ex finanzieri di punta, ha sede a New York e nella redazione lavorano 50 persone. Ha vinto due premi Pulitzer, nel 2010 e nel 2011, due Emmy Awards nel 2015 e un Peabody Award nel 2013

©RIPRODUZIONE RISERVATA 12 Gennaio 2016

TAG: propublica, dark web, pulitzer, mark tigas

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