Esame della retina? Adesso si fa via smartphone

LA STARTUP

La startup D-Eye ha sviluppato un dispositivo ottico che consente il tracciamento e la condivisione delle immagini. Più sicurezza grazie agli standard Hipaa

di Massimo Canorro

Attiva nel settore del digital health, la startup D-Eye ha ricevuto 1,5 milioni di euro di investimento da Innogest, Invitalia Ventures, Fondazione Giovanni e Annamaria Cottino, insieme all’incubatore Si14, attuale azionista della società, e ai manager. D-Eye che, grazie all’intuito dell’oftalmologo Andrea Russo, ha sviluppato un dispositivo ottico brevettato – compatibile con i principali smartphone – che permette di effettuare una serie di esami della retina sfruttando la telecamera e il sistema di illuminazione di cui ogni device è dotato. “Nel dettaglio si propone come una piattaforma in grado di rivoluzionare lo screening di patologie della retina e il follow-up di pazienti affetti da patologie croniche”, spiega a CorCom Ciro Spedaliere, investment manager di Invitalia Ventures, convinto dell’opportunità di puntare sul binomio digitale-salute, “perché investire oggi significa spendere di meno domani”.

Quindi sottolinea la vera novità rappresentata da questa soluzione: “Rende possibile il tracciamento, la condivisione e il confronto di immagini retiniche raccolte attraverso un semplice smartphone, dunque la fruibilità da parte di chiunque, dotato di ottiche D-Eye”. Congiuntamente, la soluzione D-Eye prevede l’utilizzo sia di una app proprietaria sia di una piattaforma cloud attraverso cui l’utente è in grado di gestire il proprio database di immagini secondo gli standard di sicurezza “HIPAA” –  

Health Insurance Portability and Accountability Act – ed accedere ai servizi di condivisione ed analisi delle stesse. “Disponendo di una storico online le immagini, salvate in totale sicurezza, possono essere condivise oppure inviate ad un medico, con notevole risparmio in termini di tempo e costi”, riprende Spedaliere, che sottolinea l’incidenza della tecnologia “soprattutto nei casi, come nelle patologie della retina, dove lo screening deve essere ricorrente”. Quindi una soluzione che non vuole sostituire la professionalità di un medico “piuttosto supportarla ed integrarla. Facilitando l’intero iter”, tiene a precisare Spedaliere, ricordando poi che “l’introduzione nei prossimi mesi della tecnologia cloud permetterà di completare la soluzione D-Eye costituita attualmente dal dispositivo e dall’app, già acquistata e testata da oltre e mille medici”. Parole condivise da Salvo Mizzi, Ceo di Invitalia Ventures, secondo cui “l’incrocio tra digital e health è uno dei settori chiave in cui l’innovazione italiana ha la possibilità di esprimere progetti di ampio respiro”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 27 Gennaio 2016

TAG: d-eye, esame retina

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