L'Australia vuole "filtrare" i contenuti Internet

E-DEMOCRACY

La proposta del ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy: ai provider il ruolo di "censori", online solo i siti che passano indenni i controlli di qualità

di Antonello Salerno
Tra i Paesi finiti sotto la lente di ingrandimento di Reporters sans frontieres come “sotto sorveglianza” per essere potenzialmente “nemici di Internet”, insieme a nomi di cui sei era già sentito parlare (dalla Turchia alla Russia alla Corea del Sud), ce n’è uno che potrebbe sembrare esser capitato lì per errore: l’Australia. Il Governo di Camberra, infatti, sta per varare un piano che prevede un filtro che blocchi alcuni contenuti on-line e alcuni siti. La decisione nasce dall’esigenza di combattere la pedopornografia, insieme a tutti i contenuti che inneggiano o istigano alla violenza o addirittura al terrorismo.

Al di là delle intenzioni, però, in occasione della giornata mondiale contro la cyber censura che si è celebrata venerdì, da Rsf arriva un monito all’Australia: sebbene non compaia nella lista nera di chi osteggia apertamente la rete o addirittura la oscura per i propri cittadini (Iran e Corea del Nord, per fare un esempio), la decisione di introdurre un filtro obbligatorio rimane una scelta “che preoccupa”. Tutto questo ovviamente in linea di principio, perché, lasciano intendere da Rsf, se si lascia passare l’idea che i singoli governi possano limitare la rete, anche a fin di bene, questo potrebbe dare il via a una serie di barriere che potrebbero diventare incontrollabili, e a una censura di fatto rischierebbe di estendersi velocemente.

Secondo le intenzioni di Stephen Conroy, ministro australiano delle Comunicazioni, il filtro a Internet nasce perché i provider filtrino la rete per lasciar passare soltanto ciò che si adegua agli standard sulla censura che sono applicati a tutti gli altri media, dai libri ai Dvd. Prendendo questa decisione il governo australiano vuole che nulla di tutto ciò che viene normalmente vietato possa essere disponibile on line, dagli abusi sui minori alle violenze sessuali, fino ad arrivare alle istruzioni su come commettere un crimine, una violenza o fare uso di droghe, o a materiali che incitino alla violenza o al terrorismo.

15 Marzo 2010