I colossi dell'IT mondiale alla conquista del datacenter

BUSINESS

di Alessandro Longo
Siamo entrati nel pieno della guerra per il controllo del datacenter aziendale. I contendenti sono Cisco, Ibm, Hp, Dell, Sun, tra gli altri, e le armi usate si chiamano virtualizzazione e cloud computing. Consentono ai vendor di offrire pacchetti tutto compreso alle aziende e di fatto diventare così controllori unici dei loro datacenter. Con il risultato che questa è una guerra senza quartiere, dove vecchie alleanze si sgretolano e i vendor competono a tutto campo e tutti contro tutti.

Le novità si specchiano in numerose notizie degli ultimi giorni: l’ingresso di Cisco nel mondo dei server, con l’offerta “Unified Computing” (già nel nome rivela il proprio obiettivo totalizzante), il lancio di servizi cloud di Sun e le indiscrezioni su un’offerta, per acquistarla, da parte di Ibm.

L’offerta di Cisco, in particolare, spiega bene l’umore di questi tempi. È in sostanza un’offerta modulare, di un sistema di server blade integrati con il networking Cisco 10 Gb ethernet e capacità di virtualizzazione input/output. “Risponde a un’esigenza crescente, tra le aziende, e adesso solo in parte soddisfatta”, spiega Tim Stammers, analista di Ovum. “Le aziende vogliono grande flessibilità di utilizzo. Cioè non solo muovere applicazioni tra un server virtuale all’altro, come già avviene comunemente; ma anche la possibilità di spostare server virtuali tra un server fisico all’altro”, continua Stammers.

A tal scopo, è necessario avere una virtualizzazione completa del datacenter e che coinvolga anche il networking. In altre parole, “serve quello che Cisco sta offrendo, mettendosi avanti ai concorrenti: una pacchetto unificato che gestisca tutto, con un solo fornitore, connettività e server”. Il datacenter, da blocco spezzettato fatto di server fisici e virtuali diventa un tutt’uno fluido e malleabile, che consente all’utente maggiore efficienza e risparmi (le risorse sono ottimizzate, la gestione è semplificata). “Per l’azienda è un vantaggio economico e una comodità, inoltre, poter affidare il datacenter a un solo fornitore. Il rovescio della medaglia, però- dice Stammers- è che così quel solo fornitore ha un ruolo di controllo su tutto il datacenter”.

Per Cisco, l’incognita che si apre è un’altra: rischia di inimicarsi le aziende storiche del settore, che erano i suoi migliori partner quando offriva solo networking.
Sembra però una tendenza inarrestabile. Secondo Forrester Research, stiamo arrivando a un nuovo livello di convergenza tra computing e networking. Su questo terreno si stanno spingendo varie aziende, tra cui Microsoft, Vmware e Cytrix, dal lato dello sviluppo di software. Stanno lavorando a un sistema operativo virtuale per gestire tutto il datacenter come se fosse un solo computer.

Il fenomeno si sposa con quello definito “cloud computing”: non importa dove sono le risorse, fisicamente, perché dal momento che sono messe in rete (in the cloud) sono disponibili ovunque. Il computing power diventa così un po’ come l’energia elettrica: può essere acquistata a consumo, dall’utente, che non ha più bisogno di generarla a casa (di avere propri server).

È un fenomeno a cui molti stanno cercando di abbeverarsi. Di qui il recente lancio di servizi cloud per le aziende, da parte di Sun Microsystems e, subito dopo, le indiscrezioni secondo cui Ibm avrebbe offerto 6,5 miliardi di dollari per acquistare Sun. Il punto è che il bisogno di offrire servizi convergenti spinge le aziende a entrare nel terreno altrui. E chi non può farlo con le proprie competenze, mira ad acquistare aziende che le completino, come vorrebbe fare Ibm. E come ha fatto Hp l’anno scorso, comprando l’azienda di servizi Eds.

È anche la crisi a spingere alla convergenza, nota però Gartner. Il calo dei ricavi obbliga i vendor a espandersi in altri campi, per soddisfare i target finanziari e le aspettative di Wall Street.

Ne risulta un polverone di contendenti, in un mercato, quello del cloud computing, dai confini incerti, tanto che gli analisti lo valutano con cifre molto discordanti: 56,3 miliardi di dollari per Gartner, nel 2009 (+21,3%o sul 2008), ma 42 miliardi di dollari per Idc nel 2012; mentre Merrill Lynch prevede 160 miliardi di dollari nel 2011. È un mercato fluido come la battaglia che c’è dietro, quindi, e la sola cosa su cui tutti concordano è che crescerà molto nei prossimi due anni.

03 Aprile 2009