Océ pronta a rivoluzionare il mondo dell'editoria

L'AZIENDA

di Elisabetta Bevilacqua
L’associazione editori evidenzia che l’80% dei titoli librari non giustifica la stampa realizzata con i sistemi tradizionali visto che il numero delle copie vendute non consente di arrivare al break even.

Crescono al tempo stesso la domanda di stampa a colori nella tipologia on demand e la richiesta di personalizzazione dei documenti promozionali. Sono questi alcuni dei trend che Océ, azienda multinazionale che si rivolge soprattutto al mercato dei professionisti della grafica e della stampa, intende assecondare per sfidare la crisi che certo non risparmia il settore.

L’obiettivo è sfruttare le opportunità per tirature brevi e modulate in linea con il business e messaggi mirati a gruppi selezionati offrendo una tecnologia capace di rendere remunerative anche produzioni dove il tradizionale mondo offset mostra i suoi limiti strutturali imponendo vincoli troppo rigidi.

L’occasione per ribadire la strategia della multinazionale olandese è Grafitalia, la mostra di riferimento delle arti grafiche, dove fa la prima uscita ufficiale Geert Rongen, nuovo amministratore delegato di Océ Italia dall’inizio del 2009.

Olandese, laurea in Engineering e IT e master in International Business Management con specializzazione in Marketing, Rongen ha svolto gran parte della sua carriera professionale in Océ, dove è entrato nel 1982. Alla guida della filiale italiana arriva dopo aver diretto a livello mondiale il Business Group Technical Document Systems e aver contribuito per cinque anni allo sviluppo dei mercati dell’estremo orientale.Il suo obiettivo per l’Italia è rilanciare l’azienda, puntando a mantenere le quote di mercato e a svilupparle dove già è forte, a crescere in nuove aree emergenti. “In un mercato frammentato come quello italiano, abbiamo scelto di crescere puntando soprattutto su nuove nicchie, quelle dove abbiamo più da dire”, sottolinea Rongen.

La crisi e la dematerializzazione colpiscono soprattutto i mercati generalisti come l’office e la stampa in bianco e nero. “Le previsioni indicano però una crescita elevata per il colore, negli Usa come in Europa; nel 2015 saranno a colori il 30% dei documenti nel settore transazionale, il 53% nel direct mailing, il 21% nel libro e l’88% nei collaterals (i prodotti legati alle attività di promozione, ndr.)”, continua Rongen, che prevede una crescita per la stampa grafica e l’editoria che punta alla qualità e alla personalizzazione più che ai grandi numeri.

L’azienda intende dunque accompagnare l’evoluzione aiutando i clienti ad essere presenti nei nuovi mercati che l’innovazione digitale contribuisce ad aprire. Le tecnologie di stampa digitali, mandando in alcuni casi in soffitta la tecnologia offset, possono dunque rendere competitive produzioni a bassi numeri contribuendo a rivoluzionare il mercato dell’editoria e della grafica. È il caso del libro che può essere prodotto con basse tirature eliminando stock a magazzino e macero dei libri invenduti, con vantaggi anche per l’ambiente.

Discorso analogo vale per il mondo della promozione, dove il lancio di un nuovo prodotto richiede brochure, cataloghi e documenti promozionali al punto vendita con contenuti sempre aggiornati, e per quello degli eventi , dove i kit promozionali e le locandine pubblicitarie possono, grazie alla la stampa digitale, essere aggiornati fino all’ultimo.

Una rivoluzione potrebbe infine arrivare anche per i giornali, oggi stampati in modo centralizzato per ottimizzare i costi, che potranno nei prossimi anni essere realizzati localmente con contenuti differenziati per area geografica e magari per tipologia di lettore.

03 Aprile 2009