Pc, (ri)torna il brand Italia

MERCATI

Una decina le aziende che producono pc destinati soprattutto a nicchie di mercato. Fra i big la toscana Cdc che ha deciso, in controtendenza, di rilocalizzare la produzione

di Gian Carlo Lanzetti
Sono una decina in Italia i “local heros”, le aziende che producono e sviluppano pc e server. La Intercomp di Verona è fra i principali player, con una produzione di 35mila macchine all’anno (dato 2009), a fronte di una capacità produttiva di 70mila, destinata al mercato professional. Lo stabilimento è tra i più moderni d’Italia e ci lavorano una sessantina di persone. “Nell’ultimo anno abbiamo dovuto rivedere i target produttivi e commerciali, che ora comprendono anche grandi aziende - spiega Gianfranco Canotti, presidente, Ad e principale azionista di Intercomp -. Nel 2009 abbiamo fatturato 13 milioni di euro, un livello che pensiamo di mantenere anche quest’anno”.
Nata a Lugo nel 1993 dall’intuizione di Stefano Zaganelli e Antonio Battaglia, rispettivamente presidente e vice-presidente della società, Si Computer è una società che produce pc desktop per il mercato consumer e quello professionale, con uno staff di 30 persone e un fatturato di oltre 23 milioni di euro nel 2009. “Una scelta - spiega Zaganelli - imposta dalla necessità di imporci come specialisti nelle nicchie in cui operiamo. Mettiamo annualmente a disposizione della nostra rete di circa un migliaio di rivenditori circa 13mila apparecchi. Gli elementi distintivi sono il design, l’elevata affidabilità, il risparmio energetico e la miniaturizzazione. Oltre la prossimità ai clienti”.

La Yashi di Verona ha in catalogo Little John, propagandato come il computer più sottile al mondo oltre che ad altissimo risparmio energetico: 25 watt al giorno in luogo dei tradizionali 350 watt. Il prodotto è in vendita ad un prezzo di 320 euro per il modello di base. Little John è basato su microchip Intel Atom 230, ha una memoria di 3 GB, sei porte Usb e accede a rete wi-fi tramite usb. “Il cuore del nostro modello di business, aggiunge è il sito (www.yashiweb.com), la cui parte centrale è costituita da un configuratore online, ideato un po’ sulla base di quello di Dell, in cui il cliente può personalizzare il prodotto in base alle proprie esigenze, prima di andare in negozio a ritirarlo”, sottolinea Massimo Corsi, marketing manager dell’azienda.

Design accattivante e moderno e grafica 3D sono gli aspetti che caratterizzano i nuovi notebook e desktop di Tonino Lamborghini Digital, azienda di Erba, brand nato dalla liaison tra Hpc (ex Hyundai Digital Italia), vendor multibrand nel settore dell’IT, e Tonino Lamborghini, nota firma di orologi, occhiali, profumi e accessoristica di alta gamma ideata dal figlio del fondatore dell’azienda automobilistica. La produzione prevista per l’anno in corso è di circa 16mila unità. Asem di Artugna (Ud) è l’azienda fondata nel 1979 da Renzo Guerra, attuale presidente, Ad e principale azionista. Conta 120 dipendenti (il 30% occupati in attivita di R&D) e due business unit, una per i pc embedded , l’altra per quelli professionali, inclusi i sistemi sviluppati ad hoc per i punti vendita. L’H855 è il prodotto di punta della gamma di soluzioni pc-pos: display Lcd 15” orientabile ad alta risoluzione con touch screen resistivo, chassis in estruso di alluminio dal design ergonomico e funzionale adatta ad applicazioni intensive e prolungate, processore dual core Amd da 1.6 GHz con Ram fino a 4GB. Il prezzo end user è indicativamente di 1.500 euro. Tra i clienti ci sono aziende come Lavazza, Calzedonia e Limoni Profumerie.

Soluzioni tecnologiche “su misura” sono offerte dall’azienda romana Ergo, la prima nel nostro paese a dare la possibilità di personalizzare a piacimento la cover dei notebook. Fra i prodotti ci sono i FashionNot, piccoli capolavori tecnologici impreziositi da cristalli Swarovski che racchiudono in sé tutto ciò che può servire per navigare in rete e leggere la posta grazie alle tecnologia Umts/Hspa integrata. Il prezzo si aggira intorno ai 1.700 euro. Il 2009 è stato un anno con cambio di rotta per l’azienda toscana Cdc, l’unico local hero quotato in Borsa (se si esclude Olidata) che, in netta controtendenza rispetto a un trend generale di trasferimento delle attività produttive verso l’Estremo Oriente, ha raddoppiato la percentuale di pc desktop prodotti in Italia, passando dal 30% del 2008 al 60% del 2009. In termini unitari, i pc Cdc realizzati in Italia sono cresciuti nell’ultimo anno da 20mila a circa 40mila unità.
Vanta una produzione annua di circa 18mila tra desktop (60%), notebook e server la ravennate Comex, azienda con oltre cento soci azionisti, 35 dipendenti e un fatturato di circa 12 milioni di euro (dato 2009), che ai autodefinisce la prima public company italiana nel settore informatico.
Gemm è una piccola azienda di Bologna: meno di venti i dipendenti. Produce solo alcune migliaia di macchine all’anno, ma di fascia medio-alta che le consentono un fatturato di tutto rispetto considerate le dimensioni: 7,5 milioni di euro. Le soluzioni sono vendute tramite un network di 400 rivenditori, in prevalenza in Emilia Romagna. “L’affidabilità è il nostro punto di forza”, sottolinea l’Ad Marco Cinti.
Sviluppano in Italia i loro prodotti Olidata e Olivetti che però hanno esternalizzato la produzione in Oriente. “In Cina - spiega Antonio Masenza, presidente e Ad di Olidata, produciamo circa 400mila computer all’anno, il cui cuore ideativo è però in Italia”. Olivetti svolge, in Italia, tutta l’attività inerente all’ingegnerizzazione, al design, al controllo della qualità, all’assistenza al cliente, alla selezione dei fornitori per garantire il massimo dell’affidabilità in termini di qualità e di tempi di consegna.

22 Marzo 2010