E-business in crescita per le aziende italiane

ANALISI

Demoskopea-Bit Innovation: incremento per gli strumenti di Crm e si fanno strada social network e attività di web marketing. Boom dell'infocommerce in versione mobile

di Federica Meta
e-Business in crescita per le imprese italiane. È la fotografia scattata dal Secondo Osservatorio Italiano sull’e-Business, realizzato da eBit Innovation e Demoskopea, che ha verificato l’utilizzo di strumenti di e-Business e di info-Commerce da parte delle aziende di casa nostra.
Dai dati emerge un incremento nell’uso di strumenti innovativi per lo sviluppo del biz aziendale, dove a farla da padrone è il Crm cresciuto del 21% rispetto al 2008: l’ l’87% delle 300 aziende intervistate dichiara di aver creato un data base clienti ed il 67% di aver dettagliato il database con attività di profilazione e segmentazione.
Buone anche le perfomance dei social network che hanno registrati un aumento del 16% e delle attività di webmarketing (+15%).
Per quanto riguarda l’Info-commerce, è boom della versione “mobile”: le imprese infatti raddoppiano l’invio di Sms ai propri clienti (dal 18% del 2008 al 41% del 2009) e l’utilizzo di materiale interattivo o multimediale presso il punto vendita (dal 18% al 40%), mentre crescono sensibilmente anche gli M-site, i siti ottimizzati per i telefonini).

Nonostante il trend di crescita di strumenti innovativi, il sito web aziendale continua ad essere il preferito delle imprese: il 99% delle 300 intervistate dichiara di averlo realizzato e di farne un ampio uso, ma la soddisfazione rispetto ai risultati ottenuti è ancora bassa.
In effetti dalla ricerca si notano delle discrepanze importanti. Se, ad esempio, per la quasi totalità dei consumatori il web è importante per raccogliere informazioni su prezzi dei prodotti (90%) e su promozioni e sconti (70%) le aziende non rispondono in maniera adeguata e solo il 42% dei siti contiene sezioni dedicate a concorsi e promozioni e addirittura un esiguo 26% presenta offerte di prezzi e sconti.
Il 40% delle aziende, infine, ammette di fare uso delle ricerche di mercato online, appoggiandosi, nel 71% dei casi, agli istituti di ricerca specializzati.

Valutando l’efficacia dell’eBusiness sulla propria azienda il 70% degli intervistati prevedono un impatto sulla profittabilità, che dovrà tradursi, per il 64%, in un’attività di riorganizzazione dei processi della struttura aziendale. Infatti proprio una scarsa convinzione da parte del management soprattutto per la carenza di interlocutori competenti sia internamente che esternamente all’azienda risulta essere il principale ostacolo ad un maggiore utilizzo dell’e-Business.

Oltre che le aziende l’e-biz “seduce” anche i consumatori. La stessa ricerca ha fotografato le abitudini di 750 consumatori 750 consumatori.
Il consumatore si aggiorna in rete e con una elevata frequenza (15 giorni al mese) raccoglie informazioni sulle novità offerte dalle aziende (95% degli intervistati), ogni tre giorni circa invece cerca (90%) e confronta (89%) i prezzi indipendentemente dal luogo, virtuale o fisico di acquisto.
Quindi il web è visto dai consumatori come una piazza virtuale dove è più semplice raccogliere informazioni per gli acquisti intelligenti e instaurare una relazione con l’azienda in maniera diretta o accedendo a sezioni riservate sul sito aziendale (92% degli intervistati è iscritto ad una extranet) o richiedendo comunicazioni possibilmente mirate e personalizzate (il 60% del campione si iscrive a newsletter).
Il 63% dei consumatori dichiara di aver contattato proattivamente le aziende, e solo il 50% afferma (o almeno questo è il percepito) di essere stato interpellato dalle imprese. Quindi c’è un grande margine di attività per le aziende che possono soddisfare un “bisogno di informazioni”. Tra i maggiori motivi di contatto del consumatore verso l’azienda, infatti c’è l’interesse a ricevere aggiornamenti sui prodotti e servizi (69%), seguito dalla ricerca di promozioni o sconti da sfruttare per il 36% sul punto di vendita e online per il 23%. Solo il 4% degli intervistati manifesta il bisogno di esprimere lamentele e insoddisfazioni per i prodotti o servizi come ragione del contatto.

Per quanto riguarda la tipologia di siti visitati, lo studio evidenzia che quelli maggiormente visitati negli ultimi 6 mesi, per il 70% di abbigliamento e accessori, per il 66% siti finanziari (bancari più assicurativi), alla grande distribuzione (62%), all’arredamento e/o complementi di arredo (58%), siti di prodotti per la cura del corpo (53%), seguono siti dedicati agli alimenti (47%), alle bevande e bibite (35%), detergenza, pulizia della casa (34%) ed infine siti relativi a vino e alcolici (29%).
“L’avvento di internet’, - spiega Simona Beltrame, Amministratore Delegato di Demoskopea - ha incentivato la propensione agli acquisti in tutti i settori analizzati con percentuali importanti che vanno dal 58% nei servizi finanziari (incremento maggiore) al 42% dell’arredo e complementi (incremento minore). Questo dovrebbe attenuare i timori, tuttora esistenti, che internet sia uno strumento di cannibalizzazione verso i canali tradizionali, ma piuttosto si affianca a questi incrementando le probabilità di acquisto”.

23 Marzo 2010