Torna al timone Kun-Hee il grande vecchio di Samsung

AZIENDE

Dopo le dimissioni del 2008 a seguito di una condanna per evasione fiscale il fondatore dell'azienda torna al comando della controllata Samsung Electronics. "Diversificheremo il business"

di Federica Meta
Il "grande padre" di Samsung torna al timone. Dopo due anni di esilio forzato a causa della condanna per evasione fiscale che gli costò nel 2008 il posto di Ceo, Lee Kun-hee, ritorna in ruoli esecutivi.

L'uomo più ricco della Corea del Sud si riappropria dell'azienda fondata dal padre e riassume la presidenza non di Samsung Group, bensì di Samsung Electronics, fiore all'occhiello della controllata del gruppo, leader nelle memorie chip e nelle tv a cristalli liquidi nonché numero due dei telefoni cellulari.

Il manager, 67 anni, esprime, però, preoccupazione sul futuro e promette di traghettare la compagnia oltre la crisi, puntando alla diversficazione del business in settori dall'alto potenziale innovativo come biotecnologia, salute, ambiente ed energie rinnovabili. "Non si può rincorrere la Cina sulle tecnologie low cost e nemmeno in Giappone su quelle high-cost - spiega in una nota -. Dobbiamo inncece ripartire dal nuovo. Non c'è tempo da perdere".

In passato la strategia "visionaria" di Lee ha fatto di Samsung una società in grado di produrre dai microchip alle superpetroliere, con 277.000 dipendenti globali e capace di valere il 20% dell'export di Seul: praticamente uno Stato nello Stato.

Di Samsung Electronics il manager detiene appena il 3,38% delle azioni, con sua moglie e suo figlio (Jay Y. Lee, nominato
a dicembre direttore operativo della compagnia) che detengono a loro volta meno dell'1% ciascuno. Cifre minime di fronte alla
capitalizzazione di decine miliardi di dollari, ma sufficienti - evidentemente - a esercitare il controllo grazie alla complessa rete di incroci azionari costruiti nel tempo.

Nel 2008 l'accusa di evasione fiscale aveva portato Lee a essere condannato a 3 anni di carcere. A dicembre 2009 la svolta: il presidente sudcoreano Lee Muyng-bak ha concesso la grazia nella speranza che "mister" Samsung, che è anche un componente influente del Cio (Comitato olimpico internazionale), possa sostenere la causa di portare in Corea del Sud, a PyeongChang, l'organizzazione dei giochi invernali del 2018.

24 Marzo 2010