Consumatori alla Ue: "Basta con il telemarketing"

PRIVACY

Federconsumatori e Adusbef al commissario dell'Agenda Digitale, Neelie Kroes: la norma del decreto Milleproroghe sull'uso commerciale della banche dati viola la privacy

di Federica Meta
I consumatori italiani si appellano alla Ue per evitare l’ulteriore prolungamento della norma che regola l’uso delle banche dati a scopo commerciale. E lo fanno in una lettera indirizzata al Commissario europeo per l’Agenda Digitale, Neelie Kroes, a firma Adusbef e Federconsumatori, dove chiedono di intervenire presso le autorità italiane.

Inizialmente prevista dal decreto Milleproroghe del 27 febbraio 2009, la norma in violazione “permette l’utilizzo a fini commerciali dei dati personali inclusi negli elenchi pubblici e che sono stati creati senza aver previamente informato l’utilizzatore circa l’obiettivo degli elenchi stessi, nonché senza il loro esplicito consenso per un utilizzo a fine di operazioni di marketing”, spiega la missiva.

La Commissione europea, lo scorso 28 gennaio, era già intervenuta presso il governo italiano aprendo una procedura d’infrazione a seguito dell’adozione finale del decreto legge 135/09, che estendeva per un periodo di sei mesi – fino al 25 maggio 2010, la norma in violazione. I termini previsti dalla procedura prevedono che il governo dovrebbe rispondere entro il 28 marzo.

“I consumatori italiani sono esposti a continue e serie violazioni del loro diritto alle privacy – si legge - poiché sono stati e sono tuttora oggetto di numerosissime chiamate non richieste a fini commerciali”. Il rilievo portato all’attenzione della Commissione europea esprime anche seria preoccupazione rispetto “al passaggio dal sistema opt-in verso quello opt-out” previsto sempre dal decreto 135/09. Tale cambiamento richiederebbe cioè ai consumatori di esprimere il dissenso all’uso dei propri dati altrimenti utilizzabili a fini commerciali, mentre con il sistema vigente questi possono essere usati solamente dietro autorizzazione preventiva.

Secondo i consumatori una simile modifica comporterebbe un evidente deterioramento della protezione dei consumatori. Le due associazioni sono preoccupate circa l’efficacia del meccanismo di opt-out nel proteggere i consumatori italiani. “Inoltre, ad oggi, non sono state loro fornite informazioni sul cambiamento del sistema, né sul suo funzionamento”, conclude il testo.

26 Marzo 2010