Retail: cresce la spesa IT ma l'Italia resta indietro

MERCATI

Ottimizzazione degli inventari e gestione di prezzi e promozioni le principali aree di investimento dei punti vendita. In Europa il business raggiungerà i 33,2 miliardi nel 2013 con un tasso medio di crescita del 2,7%. L'Italia si "ferma" al +1,9%

di Gian Carlo Lanzetti
Nello scorso anno il settore italiano del retail ha speso per l’informatica 2240 milioni di dollari, cifra destinata a salire a 2522 milioni nel 2013, che equivale a un cagr dell’1,9%. Anche in questo settore l’Italia farà peggio dell’Europa occidentale dove il tasso medio annuo di crescita sarà del 2,7%, per un valore del business di 33,2 miliardi di dollari nel 2013.

Sono numeri che si riferiscono alla sola spesa effettiva o esterna, ovvero non tengono conto degli stipendi del personale It. Grosso modo il 55% dei retailer italiani destinano ai budget per l’It, che in questo caso comprendono anche gli stipendi del personale e i costi telefonici, tra 1-1,5% del loro fatturato. Questi numeri sono stati rilasciati da Ivano Ortis, Emea Reseach director Idc Retail Insight, nel corso di un incontro organizzato da Fujitsu per la presentazione della sua offerta per questa industry.

Ortis si è anche soffermato sulle priorità per il 2010 del retail, frutto di una analisi presso 500 retailer europei. Al primo posto questa industria ricorrerà a soluzioni It per la ottimizzazione degli inventari (approvvigionamento just in time), la elaborazione di prezzi e promozioni (oggi fatti ancora in prevalenza in modo manuale) e degli assortimenti, che hanno grosse ricadute sulla gestione della logistica. Al secondo posto c’è il miglioramento delle esperienze di acquisti: previsione della domanda, promozioni mirate, analisi del cliente per capire quello che vuole, etc.

La razionalizzazione del punto vendita è la terza priorità e qui gli sforzi sono rivolti a migliorare l’efficienza: si sostengono tanti investimenti per la supply chain e poi gli ultimi dieci metri spesso il collo di bottiglia degli sforzi fatti. Infine la quarta priorità è il monitoraggio delle vendite in tempo reale a livello di corporate con report giornalieri anziché settimanali o peggio mensili.

Fujitsu è da sempre un fornitore attento alla evoluzione del retail. In Italia si trova uno dei suoi competence center: un gruppo di una quarantina di persone sviluppa software per retailier di tutta Europa. “Un uso appropriato delle tecnologie It oggi disponibili - osserva Denis Nalon, application services & retail business practice di Fujitsu – consente di ridurre il costo delle vendite del 15-20%. Ecco perché abbiamo rielaborato una proposta completa e variamente integrabile di soluzioni infrastrutturali e applicative, con relativi servizi. Uno degli aspetti più qualificanti sono i nuovi Pos, progettati per integrare nuove funzionalità, per operare in modo integrato con i sistemi informativi dell’azienda e in un’ottica multicanale, ovvero del Web 2.0”.

Tra le innovazioni anche l’adozione di etichette Rfid, non solo a supporto della logistica ma anche dei processi chiave dei Pos, nonché l’utilizzo a livello di punto vendita di solidi motori di analisi dei comportamenti dei consumatori e quindi della loro fidelizzazione.

30 Marzo 2010