Kaspersky punta in alto: "Nel 2012 saremo primi in Europa"

SECURITY

Moiseev, managing director della filiale italiana annuncia gli obiettivi per i prossimi anni. "Dopo l'Europa la leadership globale"

di Gian Carlo Lanzetti
In Italia ci sono 12 milioni di famiglie che possiedono tre o più computer e sei milioni arrivano a possedere fino a 8 computer, sommando ai desktop i notebook e anche netbook. I dati cono stati resi noti da Aldo del Bò, responsabile commerciale di Kaspersky Lab, in occasione della presentazione di Pure, l’ultimo dei prodotti sviluppati dalla società moscovita per la protezione dei personal computer. A loro si rivolge infatti questo nuovo prodotto, che può essere acquistato sotto forma di box oppure scaricato dal sito di Kaspersky Lab ad un prezzo di 89,95 euro nella versione in grado di tenere sotto controllo fino a tre computer.

Pure non è solo un antivirus ma qualcosa di molto più completo. Raccoglie e integra con nuove funzionalità quelle già presenti nelle due precedenti soluzioni della società russa: Kaspersky Anti-Virus (protezione base) e Kaspersky Internet Security (protezione avanzata). Di questi mantiene la semplicità dì uso e di implementazione anche se non sempre queste operazioni vanno lisce come si vorrebbe e non sempre il funzionamento del computer risponde perfettamente alle regole di un programma di protezione (spesso più questo programma è avanzato, più probabilità di problematiche esistono). Ma Kaspersky Lab ha saputo in poco tempo guadagnare posizioni di leadership sul mercato mondiale, evidentemente catturando le attenzioni di un pubblico attento all’offerta di antivirus.

“Oggi – ribadisce Alexander Moiseev, managing director della filiale italiana -siamo secondi sul mercato italiano (dietro a Symantec, ndr), ma siamo primi in diversi importanti mercati europei e il nostro obiettivo è di diventare il numero uno in Europa entro il 2012 e due anni dopo balzare al vertice del mercato mondiale dei prodotti per la salvaguardia dei Pc, che ogni giorno sono messi a rischio da una media di 36mila minacce, un numero impressionante”.

31 Marzo 2010