2010, il ritorno dei server. L'upgrade scaccia la crisi

L'ANALISI

Le aziende scongelano le risorse accantonate a causa della recessione. Chip sempre più potenti, virtualizzazione e cloud computing renderanno i server e l'high performance computing sempre più efficienti, profittevoli e green

di Patrizia Licata
Un ordine come quello del Commissariat à l'énergie atomique (Cea) francese, che ha chiesto alla Intel 18.000 Xeon 7500 8-core, i nuovissimi chip del produttore americano, per il suo supercomputer, non è solo una buona notizia per la Intel (ciascuno di questi processori costa 2.500 dollari), ma il segnale che qualcosa si sta finalmente muovendo nell’industria dei server.

L’ordine dell’agenzia francese è infatti l’esempio più evidente, almeno per le sue dimensioni eccezionali, degli upgrade che quest’anno verranno effettuati su server e high-performance computing (Hpc), rileva Idc. Gli analisti parlano di "ciclo di aggiornamento", che favorirà i chipmaker come Intel e Advanced micro devices ma anche i produttori di server, a cominciare dai leader di mercato Ibm, Hewlett Packard, Dell e Oracle.

Il 2009 è stato l’anno della grande recessione anche per i server, nota Idc. Le entrate sono scese di quasi il 20% rispetto al 2008, ma già dalla fine del 2009 il trend in discesa si è fermato ed è ricominciata una fase di crescita, guidata dalla necessità di ammodernare i server. “Molti ordini sono stati rinviati nel 2009 a causa della crisi, perciò adesso c’è una domanda repressa pronta a salire”, afferma Jean Bozman di Idc. “Inoltre ci sono tanti server vecchi che hanno urgente bisogno di upgrade, perché la tecnologia negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante”.

Circa il 40% della base installata di server high-end usa ancora processori single-core e, secondo la Gartner, la crisi ha fatto rimandare più di 1 milione di upgrade di server. Ora le aziende tornano a pensare a investire nell’aggiornamento, anche perché i server multi-core sono più efficienti dal punto di vista energetico e possono ridurre enormemente l’elettricità che serve per l’alimentazione e il raffreddamento, nonché lo spazio necessario nel data center, il che significa che l’investimento ripaga in meno di un anno. "In cinque mesi si recupera il denaro speso e in sette mesi si comincia a guadagnare”, sostiene Kirk Skaugen di Intel. "Server moderni sono una macchina da soldi per i dipartimenti It”. Tra l’altro, i soldi risparmiati potranno essere usati per altri progetti e altre attrezzature It, secondo Steve Schuckenbrock di Dell.

Oltre alla Intel, che ha appena lanciato lo Xeon 7500 8-core acquistato dai francesi, anche la rivale Amd ha pronta la sua nuova linea di processori per server high-end (la serie Opteron 6000) e gli analisti notano che sia i chipmaker che i produttori di server hanno scelto il momento giusto per portare le loro nuove offerte sul mercato, come sottolinea Jim Ganthier di Hp Industry Standard Servers. "Osserviamo una perfetta convergenza di nuovi prodotti usciti proprio per soddisfare la domanda che si sta creando e capaci di garantire un ottimo ritorno sull’investimento ai clienti”. Ganthier afferma che oggi il lavoro di 20 vecchi server può essere svolto da un solo server della nuova linea ProLiant di Hp, con un recupero del denaro speso in soli due mesi.

Ma altri fattori, oltre all’hardware più potente, determineranno quest’anno la crescita del mercato dei server: il consolidamento tramite la virtualizzazione e lo sviluppo del cloud computing. Gli analisti di JPMorgan si aspettano che le entrate dei server crescano nel 2010 a un ritmo più alto rispetto ad altri segmenti come i Pc, le stampanti o lo storage. Senza contare che i nuovi processori non serviranno solo per server che moltiplicano i profitti aziendali, ma anche per macchine che aiutano gli scienziati nel loro lavoro a servizio del sapere e dell’interesse pubblico, dall’esplorazione dei misteri dell’universo allo studio delle malattie fino alla previsione dei disastri naturali. "Daremo alla ricerca scientifica un ritmo e una capacità di produrre risultati mai visti prima”, conclude Skaugen di Intel.

09 Aprile 2010