Il cloud computing? Uno sconosciuto per gli europei

ANALISI

Bsa: il 60% non è a conoscenza della "nuvola" e non sa a chi spetta la protezione dei dati personali digitali conservati online

di Federica Meta
I cittadini europei sono molto confusi su dove vengano archiviati i dati digitali personali e non sono a conoscenza di chi sia il resppnsabile della loro conservazione. È la fotografia scattata in uno studio promosso da Business Software Alliance (Bsa) secondo cui il 20% degli oltre 4mila cittadini europei censiti non è a conoscenza se i propri dati personali si trovino 'nel cloud', con un 60% che risponde di non sapere nemmeno che cosa ciò significhi.
Gli intervistati, inoltre, non sanno chi dovrebbe assumersi la responsabilità di proteggere i loro dati online, “il che indica la necessità di un migliore coordinamento tra governo, imprese e utenti, nonché una migliore informazione su rischi informatici e relative best practice”, ammonisce lo studio presentato al Cyber Security Awareness Day di Bsa in corso a Bruxelles.

In tutti i Paesi presi in esame - Germania, Francia, Polonia, Spagna e Regno Unito – i cittadini hanno espresso una preferenza per la gestione internazionale della sicurezza informatica rispetto ad un approccio nazionale. Spagna (77%) e Polonia (74%) sono risultate le nazioni più favorevoli a un approccio internazionale, il Regno Unito il meno entusiasta (46%), nonostante i recenti inviti della Camera dei Lord ad un maggior coinvolgimento da parte dell'Ue e una maggiore cooperazione con la Nato sulla cyber sicurezza.

"La maggior parte degli europei sono alla ricerca di una leadership globale e di forme di collaborazione per proteggere i dati personali da hacker e criminali informatici - spiega Francisco Mingorance, senior director delle relazioni politiche di Bsa.

A fargli da eco John Turner, vice presidente Emea di Symantec. "I rischi e le minacce online sono in continua evoluzione e crescono in volume, sofisticazione, dimensione e scala – puntualizza -. Organizzazioni criminali online sviluppano una fiorente economia sotterranea in cui i dati sui cittadini europei si rivelano una merce preziosa e venduti con lauti profitti prezzo a gang di veri e propri delinquenti informatici".

Secondo Matt Thomlinson, direttore generale della sicurezza dei prodotti per Microsoft, “l'attivazione di una società connessa più sicura e più affidabile è una sfida comune per governi, industrie e consumatori. Approcci innovativi per ridurre i rischi e aumentare le capacità di recupero dei sistemi richiedono valide partnership fra pubblico e privato".

14 Aprile 2010