Polimi: il Saas non decolla nelle Pmi italiane

L'ANALISI

Aumenta l'uso della Business Intelligence, di Erp e Crm ma sono ancora poche le imprese che optano per la modalità as-a-service. Balocco: "Colpa della carenza infrastrutturale e di una scarsa conoscenza delle nuove soluzioni"

di Federica Meta
Cresce l’utilizzo delle Ict da parte delle Pmi italiane, ma il mercato delle soluzioni in modalità “as a Service” ovvero a consumo è ancora embrionale.

É la fotografia scattata da un rapporto dell’Osservatorio Ict & Pmi della School of Management del Politecnico di Milano. “L’obiettivo principale è stato quello di analizzare l’adozione di soluzioni Ict in modalità “tradizionale” ed “as a Service” da parte delle Pmi italiane, in un campione statisticamente significativo di imprese tra i 10 e i 500 addetti. Sono stati, quindi, sintetizzati i principali fattori che, ad oggi, influenzano l’adozione di soluzioni in modalità as a Servic – spiega il responsabile scientifico, Raffaello Balocco. E il primo gap che può condizionare pesantemente l’adozione di queste soluzioni a consumo è rappresentato dalla qualità dell’offerta, sia a livello di maturità sia a livello di affidabilità dei fornitori. Il secondo fattore è a livello di conoscenza molto superficiale del fenomeno dell’as a Service da parte delle Pmi italiane. Infine esiste un gap infrastrutturale. Ovvero l’utilizzo di qualsiasi soluzioni a consumo richiede la disponibilità di tecnologie di connessione ad Internet a banda larga, che garantiscano un elevato livello di servizio”.

Nello specifico, rispetto alla situazione analizzata 3 anni fa, emerge una maggiore maturità delle Pmi italiane nell’utilizzo delle diverse tipologie di sistemi gestionali. Le imprese che non possiedono nessun gestionale si riducono dal 12% al 9%, mentre aumenta invece la diffusione di sistemi Erp internazionali a scapito della diffusione di gestionali nazionali, in leggero calo.
“L’utilizzo di sistemi gestionali in modalità as a Service risulta confinato ad alcuni ambiti specifici – specifica il report -. In particolare, sono stati individuati casi interessanti di adozione da parte di imprese di piccole o micro dimensioni operanti, in prevalenza, nel settore dei servizi, con esigenze Ict limitate. I sistemi adottati si configurano come “pacchetti semplici” e supportano prevalentemente attività di natura amministrativa e contabile e, solo in pochi casi, attività di gestione del magazzino”.

Ad aumentare invece sensibilmente è l’utilizzo di applicazioni di Business Intelligence, in tutte le classi dimensionali, ma è ad oggi marginale l’adozione di tali applicazioni in modalità as a Service. Il principale ostacolo risiede nella difficoltà di integrazione dell’applicazione con i molteplici database aziendali, dai quali vengono estratti i dati per effettuare le elaborazioni e generare report o cruscotti.

“Tale difficoltà è aggravata dall’elevato livello di frammentazione e disaggregazione dei dati che caratterizza l’architettura IT di molte Pmi italiane – precisano gli esperti del Politecnico -. Se guardiamo all’offerta, anche la maggior parte dei fornitori di applicazioni di Business Intelligence sta indirizzando le proprie soluzioni in modalità as a Service (quando presenti) verso il mercato delle grandi imprese. Per il futuro si intravvede un potenziale di diffusione per applicazioni verticali che non richiedano un’eccessiva personalizzazione e che consentano di minimizzare lo scambio di dati con il sistema informativo dell’impresa.

Le applicazioni di Crm sono utilizzate da una percentuale di Pmi che varia dal 9% per le imprese di dimensioni minori, fino al 24% per le imprese con più di 250 addetti. Circa il 3% delle Pmi italiane ha adottato tali applicazioni in modalità as a Service. Nella maggior parte dei casi, si tratta di imprese di medie dimensioni operanti nel comparto dei Servizi e della Distribuzione Commerciale all’ingrosso, mentre sono minori i casi di imprese operanti nel comparto manifatturiero.

Circa un’impresa su 3, inoltre, utilizza un’applicazione di gestione delle Risorse Umane. In particolare, le imprese di piccole dimensioni utilizzano prevalentemente applicazioni a supporto della gestione delle presenze, dei turni, e, in alcuni casi, dell’elaborazione delle paghe, mentre solo nelle imprese di dimensioni maggiori iniziano a diffondersi applicazioni più complesse, per la gestione delle attività di selezione, recruiting, training. Alcune imprese con più di 250 addetti hanno adottato applicazioni as a Service prevalentemente a supporto delle attività di amministrazione del personale, del controllo delle presenze e della gestione delle trasferte. Da sottolineare come, ad oggi, l’offerta di tali soluzioni in modalità as a Service sia rivolta prevalentemente ad imprese di grandi dimensioni (superiori ai 500 addetti) e proposta dai fornitori in alternativa ai propri pacchetti erogati in modalità tradizionale.
L’infrastruttura ICT

Per quanto riguarda le infrastruttute il Polimi rileva che le piccole e medie aziende italiane utilizzano, in media, 0,7 Pc fissi e 0,3 Pc portatili per addetto, con una variazione sulla base della dimensione d’impresa. Rispetto al 2007 si evidenzia un aumento del livello di informatizzazione da parte delle imprese di tutte le classi dimensionali. Per quanto riguarda i server, rispetto al 2007 si evidenzia una riduzione del numero di server fisici, a seguito di progetti di consolidamento dell’infrastruttura e dell’utilizzo sempre più diffuso di soluzioni di virtualizzazione, parzialmente compensata da un aumento del livello di informatizzazione delle imprese.

"Se guardiamo all’adozione di servizi infrastrutturali in modalità as a Service, emerge come l’adozione sia ancora in fase embrionale – puntualizza la ricerca -. Circa il 3% delle PMI italiane ha acquistato, nel corso del 2009, capacità elaborativa in modalità “as a Service” – prevalentemente con l’obiettivo di testare il servizio, mentre ca. il 6% ha acquistato servizi di storage e backup dei dati.

E se l’as a service non decolla nel presente andrà meglio in futuro. Circa il 20% delle Pmi si dimostra interessato all’adozione futura di almeno un’applicazione in modalità as a Service.

14 Aprile 2010