Steve Jobs: "Ecco perché dico no a Flash"

SOFTWARE

In una lettera pubblicata sul blog aziendale il Ceo di Apple motiva il rifiuto di usare il software video: "Consuma troppa batteria e si basa su tecnologie proprietarie". La replica di Adobe: "iPhone vuole il monopolio"

di Federica Meta
Steve Jobs chiarisce il suo no all’utilizzo della tecnologia Flash, targata Adobe, da parte della Apple. In una lettera dal titolo “Toughts on Flash” e pubblicata sul blog aziendale, il guru di Cupertino precisa una volta per tutte che iPhone, iPad e tutti i futuri prodotti non supporteranno quel software video.

Oltre ad avere problemi di “affidabilità e sicurezza”, Flash ha molte imperfezioni di scrittura del software e consuma troppa batteria, due motivi per cui non è pensabile utilizzarlo per device portatili, come iPhone Ipad, che fanno del touchscreen uno dei punti di forza. “E’ evidente che il software è stato concepito per funzionare su personal computer utilizzabili col mouse e non per touchscreen da utilizzare con le dita”, si legge nella lettera.

Altra ragione che sancisce il no definitivo a Flash è il fatto che si tratta di piattaforma chiusa, il cui sviluppo è disponibile solamente da parte di Adobe. La filosofia di Cupertino, al contrario, si basa su sistemi aperti di programmazione, motivo per cui Apple ha adottato gli standard Html5, Css e JavaScript.

“Vogliamo fornire ai nostri sviluppatori la piattaforma più avanzata e innovativa – continua la lettera – e vogliamo che su questa piattaforma vengano realizzate le migliori applicazioni che il mondo abbia mai visto”.

Finora i programmatori hanno potuto convertire le applicazioni in Flash in formati che girano sui device della Mela. Ma, di recente, la Apple ha cambiato le condizioni della licenza che i programmatori devono firmare: le nuove regole impegnano a non usare strumenti di conversione automatica. I programmatori devono dunque creare due applicazioni distinte, una per i dispositivi di Cupertino e una per tutti gli altri. Le Apps sviluppate in Flash e poi “adattate” non saranno più presenti negli App Store.

La risposta di Adobe non si è fatta attendere. E se Jobs ha consegnato le sue critiche ad una lettera aperta, la società di software risponde a “video aperto”. In un’intervista esclusiva rilasciata alle telecamere della Web tv del Wall Street Journal, il Ceo Shantanu Narayen controbatte che tutte le obiezioni mosse da Jobd a Flash hanno origine dai limiti imposti da Apple agli sviluppatori; limiti che, a detta del numero uno di Adobe, impediscono di far crescere l’offerta. In altre parole le critiche altro non sarebbero che un grimaldello per assicurarsi un monopolio basato su iPhone ed imporre sul mercato hardware, software e applicazioni.

A una domanda specifica del giornalista sulle sue preferenze in fatto di device ad uso “privato”, Narayen ammettte di non usare l’iPhone: “Meglio il Nexus One”. E dell’iPad cosa ne pensa? “Un buon device di prima generazione – ammette –. Ma penso che assisteremo a un boom dei tablet”. Una rivoluzione che troverà Adobe pronta all'azione. “Porteremo Flash su ogni prodotto dove ci sarà uno schermo”, conclude il Ceo.

30 Aprile 2010