Adobe vs Apple: "Minaccia lo sviluppo del web"

LA DISPUTA

Botta e risposta tra le due aziende dopo che Apple ha respinto l'uso di Flash su iPhone e iPad. "Tutti gli standard che appartengono al mondo di Internet devono essere aperti"

di Patrizia Licata
Nuovo capitolo nella disputa infuocata che vede contrapposte Apple e Adobe. I co-fondatori della casa di Flash e Acrobat, Chuck Geschke e John Warnock, hanno pubblicato una lettera aperta in cui affermano che Apple minaccia il futuro sviluppo del web. L’azienda ha anche lanciato un’aggressiva campagna pubblicitaria sui giornali (New York Times, Washington Post, San Francisco Chronicle, Financial Times, Wall Street Journal) e sui principali siti Internet di news hitech.

La lettera di Adobe segue quella in cui il numero uno della Apple, Steve Jobs, difendeva la decisione della Mela di non supportare la tecnologia Adobe Flash su molti dei suoi popolari prodotti, tra cui iPhone e iPad. Jobs descriveva in quella lettera il software di Adobe (usato su molti siti per video e animazioni) come un “sistema chiuso” e "al 100% proprietario".

"Anche se i prodotti Adobe Flash sono ampiamente diffusi, questo non vuol dire che siano aperti, anzi sono controllati interamente da Adobe e possono essere resi disponibili solo da Adobe", ha scritto Jobs. Anche Apple ha “molti prodotti proprietari”, ammetteva il numero uno dell’azienda dell’iPhone, ma "tutti gli standard che appartengono al mondo del web devono essere aperti”.

Tra l’altro, secondo Jobs, Flash ha performance scarse quando usato sugli smartphone touchscreen e i device portatili. I co-fondatori di Adobe non hanno tardato a far arrivare una replica infuocata.

"Riteniamo che i consumatori debbano poter accedere liberamente ai contenuti e alle applicazioni che preferiscono, indipendentemente dal computer che possiedono, dal browser che prediligono, o dal device che meglio risponde alle loro necessità”, scrivono Geschke e Warnock. "Nessuna azienda – non importa quanto grande o creativa – dovrebbe dettare ordini su che cosa si può creare e come o su quale debba essere l’esperienza sul web”.

I due manager proseguono: "Come fondatori di Adobe, pensiamo che i mercati aperti siano nel miglior interesse di sviluppatori, proprietari di contenuti, e consumatori. Se il web si spezzetta in tanti sistemi chiusi, se le aziende mettono contenuti e applicazioni dietro muri protetti, alcuni sicuramente ne beneficiano, ma il loro successo arriva a spese della vera creatività e innovazione che ha fatto di Internet una grande forza rivolutionaria”.

Secondo Geschke e Warnock, il software di Adobe, e in particolare Flash, è aperto: “Noi pubblichiamo le specifiche di Flash, il che significa che chiunque può crearsi il proprio Flash player". Apple, invece, ha l’atteggiamento opposto, e “ha intrapreso un cammino che potrebbe minacciare l’avvento del nuovo capitolo dell’era del web – il capitolo in cui il numero di device mobili supererà quello dei computer, in cui ogni persona potrà diventare editore di contenuti, e in cui ai contenuti si accederà ovunque e in ogni momento”.

Concludono i due co-fondatori di Adobe: “La vera domanda è: Chi controlla il world wide web? Noi riteniamo che la risposta sia: nessuno, e tutti, ma certamente non una singola azienda”.

Apple ha immediatamente replicato a questa lettera, facendo sapere tramite un portavoce di essere del tutto favorevole agli standard web aperti e ribadendo la sua posizione secondo cui "Flash non è uno standard web aperto come l’Html. E’ un prodotto proprietario di Adobe. Chiedetelo al W3 consortium: ha scelto l’Html5, che anche Apple supporta".

14 Maggio 2010