David Cheriton, il visionario investitore di Google apre l'era del nuovo networking

IL PERSONAGGIO

Il professore della Stanford University, che staccò il primo assegno di Larry Page e Sergey Brin nel 1998, ha co-fondato una società che vuole rivoluzionare automazione e gestione delle reti di data center con un sistema operativo distribuito vendor-agnostico

di Patrizia Licata

Lo sviluppo della Internet of Things, l'automazione delle funzionalità della rete e la capacità di controllarne in ogni momento la gestione, sono le principali sfide che il sistema operativo distribuito di Apstra aiuterà a vincere. La start-up americana, una delle tante emerse nella prolifica Silicon Valley, nasce con una marcia in più: uno dei fondatori è David Cheriton, direttore del Distributed Systems Group della Stanford University e visionario investitore di una ventina di start-up californiane, tra cui Google e VMWare.

Trovandosi alla Stanford University ed essendo egli stesso uno scienziato informatico, Cheriton si è sempre trovato in una posizione privilegiata per notare giovani pieni di talento e apprezzarne le idee di business. A fine Anni '90 incontrò gli allora studendi Sergey Brin e Larry Page che gli chiesero consigli su come diffondere la loro tecnologia di ricerca al di fuori dell'università: intuendo il potenziale della loro idea, il professore, insieme a Andy Bechtolsheim, staccò nel 1998 il primo assegno di Google (100.000 dollari).

Qualche anno prima, nel 1995, agli inizi dell'era della Gigabit Ethernet, Cheriton insieme a Bechtolsheim, aveva fondato la Granite Systems - acquisita da Cisco un anno dopo. In tutto Cheriton ha sborsato più di 50 milioni di dollari di tasca propria per sostenere la crescita di promettenti start-up.

Oggi il visionario professore ha deciso di investire parte della sua ricchezza (un patrimonio netto stimato di 5 miliardi di dollari) per fondare Apstra, di cui è anche chief scientist. Questa società ha sviluppato AOS (Apstra Operating System), un sistema operativo distribuito vendor-agnostico per reti di data center: supporta l'utilizzo di molteplici hardware sia di marca che white-box, anche messi insieme, e disaccoppia il design della rete dalle operazioni fin dai livelli più bassi, ovvero i workflow manuali che più sono soggetti ad errore ma sono necessari con gli hardware specifici dei vendor. Al livello di servizio di rete, AOS permette di evitare specifiche dettagliate e indicare solo "l'obiettivo" (intent): a partire da questo il sistema di Apstra genera automaticamente le configurazioni per le diverse opzioni di hardware e continuamente auto-valida lo stato di rete in rapporto all'obiettivo originario, migliorando agilità e affidabilità.

Il co-fondatore e Ceo di Apstra, Mansour Karam, lo definisce un approccio “intent driven” e lo paragona alla tecnologia delle auto senza conducente: un semplice obiettivo come “trova il parcheggio più vicino" rappresenta in realtà un insieme di osservazioni, misurazioni, decisioni e azioni molto complesso unito a un costante monitoraggio e a correzioni continue fino al raggiungimento dell'obiettivo; tuttavia l'auto driverless automaticamente svolge il compito in tempo reale senza bisogno di ricevere una lunga serie di comandi. Analogamente, nel contesto dell'AOS, l'obiettivo o intent può anche essere molto complesso (per esempio: “Fornire connettività a 1.000 server, usando accesso di livello 2 e/o 3 all'edge", e così via), ma AOS opera tutto in tempo reale e in più qualunque modifica all'intent richiede solo pochi click; il sistema si riconfigura automaticamente per adattarsi all'hardware di qualunque vendor.

Secondo Cheriton e Karam non c'è niente di simile sul mercato: esistono alcuni strumenti per automatizzare specifici casi d'uso, ma non un sistema integrato con una costante validazione real-time. “Apstra potrebbe evolvere in una importante azienda del networking”, afferma Cheriton. “Può diventare il sistema operativo di riferimento per la rete di data center; in questo contesto, switch e altri device si attaccano al sistema come i driver dei device in un tradizionale sistema operativo. Può anche essere la base per automatizzare l'intero data center sia a livello di server che di applicazioni. E offre un elemento fondamentale: conoscenza e controllo sulla rete".

Anche in ottica IoT, continua il professore, Apstra affronta il problema cruciale del sistema operativo: "Per gestire sistemi complessi computer-based non si può procedere manualmente", afferma Cheriton. "Il mondo della tecnologia evolve molto rapidamente, è difficile prevedere la direzione che prenderà, ma Apstra centra proprio questo problema perché automatizza la gestione delle reti dei data center. La gestione è la chiave di volta perché permette di individuare errori e correggerli prima che abbiano un impatto. In Google, Amazon o Facebook, se un singolo server non funziona, nessuno lo nota. Ma se la rete ha un problema, lo notano tutti. E' qualcosa di fondamentale per ogni azienda dell'It”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 18 Settembre 2017

TAG: internet of things, automazione, rete, sistema operativo distribuito, Apstra, start up, silicon valley, David Cheriton, google, vmware, Stanford University, Andy Bechtolsheim, AOS, Apstra Operating System, data center, Mansour Karam, IoT, Amazon, Facebook

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