Vola l'e-commerce italiano. Nel 2010 vendite su del 15%

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Il Polimi stima una chiusura d'anno a 6,5 miliardi. Trainano l'informatica, i libri e l'abbigliamento

di Federica Meta
Torna a correre l’e-commerce in Italia e cresce a doppia cifra nel primo trimestre 2010. Questa la fotografia tracciata dall’Osservatorio Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano che ha censito 200 casi studio nel mercato italiano. Nello specifico il totale delle vendite realizzate da siti italiani registra un incremento del 16% toccando quota 1.425 milioni di euro, con una stima di chiusura dell’anno a 6,5 mld di euro(+15%). La crescita riguarda tutti i comparti: l’Abbigliamento (+51%), l’Informatica ed Elettronica (+23%), il Turismo (+23%), l’Editoria, musica ed audiovisivi (+19%), le Assicurazioni (+18%) e il Grocery (+17%).

Per quanto riguarda le previsioni del 2010 il Politecnico stima che, a livello di macro-aree, le vendite di “prodotti” B2c (informatica ed elettronica di consumo, libri, abbigliamento, alimentari) aumenteranno del 21% circa, superando 1,4 miliardi, mentre le vendite dei principali “servizi” (biglietti, viaggi, assicurazioni) raggiungeranno 3,9 miliardi, in crescita del 19%. Registrerà un lieve calo dell’1% solo l’aggregato “altro”, che comprende Made in Italy, Ricariche telefoniche, Ticketing e C2c.

“Nel primo trimestre del 2010 – spiega Alessandro Perego, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano – l’e-commerce B2c ha ripreso il percorso di crescita che si era temporaneamente arrestato nel 2009, facendo registrare un aumento del 16% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Se nel 2009 poco più del 60% delle aziende analizzate dichiarava di crescere, nel 2010 la quota di aziende in crescita sfiorerà il 90% e, di queste, il 35% dovrebbe essere in crescita di oltre il 30% e il 31% tra il 10 e il 30%. Ad oggi stimiamo un incremento, anche se in misura diversa, in quasi tutti i principali comparti merceologici sia nell’ambito dei servizi che dei prodotti. Cresceranno complessivamente sia lo scontrino medio (+6%) in virtù dell’incremento che si dovrebbe registrare per Assicurazioni e Turismo sia il numero di ordini (+13% su base annua) grazie al contributo di tutti i settori. Bene anche l’export che per il 2010 dovrebbe finalmente superare il miliardo di euro, grazie agli ottimi risultati di Abbigliamento e Turismo. Non dimentichiamo infine che l’eCommerce resta, anche a fine 2009, il più importante tra i mercati digitali consumer (intesi come tutti quei mercati rivolti al consumatore finale, basati su piattaforme digitali), seguito dal Gioco online (con oltre 3,6 miliardi di euro), il vero fenomeno “dirompente” degli ultimi due anni nel nostro Paese.”

Positivo, sia per i prodotti che per i servizi, sarà anche l’andamento del numero di ordini evasi che crescerà del 21% e del 6% circa, rispettivamente. Rimarrà stabile lo scontrino medio nei prodotti (183 euro) ed aumenterà del 12% nei servizi (253 euro). Se si analizzano più puntualmente l’andamento delle vendite all’interno dei principali comparti merceologici, quello con il tasso di crescita più elevato sarà l’Abbigliamento con un +45% rispetto al 2009.

“Lo scenario e-commerce che possiamo tracciare per il 2010, grazie alle stime del primo trimestre, è nuovamente positivo – puntualizza Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico Italiano – e dopo la sostanziale tenuta del 2009 si tratta di un risultato che premia in primo luogo gli operatori del comparto. Se di fatto l’e-commerce in Italia ha raggiunto un valore di poco inferiore ai 6 miliardi di Euro, il valore del nostro rappresenta solo il 3% di quello europeo, ma il tasso di crescita atteso nei prossimi anni è superiore a quello degli USA e di molti altri Paesi. Inoltre, oggi l’82% delle transazioni commerciali è effettuato tra imprese o Enti pubblici, mentre il B2C rappresenta solo il 18% del totale. Tra il 2004 ed il 2009 in Europa la percentuale di individui che ha acquistato su internet per uso privato è passata dal 22% al 42%.. E nei mercati maturi, come nel Nord Europa dove gli Internet users costituiscono oltre il 90% della popolazione, il 65% di questa acquista prodotti o servizi on line. In Italia, seppur l’accesso ad Internet tra casa ed ufficio sia ampiamente diffuso, gli e-buyer rappresentano solo il 12% della popolazione. La ragione fondamentale della nostra impasse si colloca nell’annoso ritardo dello sviluppo della banda larga, dove l’Italia non tiene il passo della media europea (59%), con un tasso di diffusione nelle abitazioni pari al 39%.”

18 Maggio 2010