Meno sussidi più acceleratori

LE NUOVE LEVE FINANZIARIE

di Elisabetta Bevilacqua
Sarà forse l’effetto dell’accordo fra Fiat e Chrysler, dove è l’azienda italiana a portare in dote innovazione ed alta tecnologia, ma sembra che stia cominciando ad affermarsi l’idea che l’Italia sia capace di fare innovazione davvero. Ma uno dei problemi è trovare gli strumenti giusti per finanziarla.

Lo sottolinea Renzo Vanetti, amministratore delegato di Sia-Ssb: “Come in montagna non si parla di bello o cattivo tempo, ma di equipaggiamento adeguato o meno, così c’è la giusta misura in ogni area e fase economica”.“Gli strumenti tradizionali di finanziamento alle imprese non vengono generalmente concepiti per settori innovativi dove c’è grande mobilità a ogni livello, dal business fino a quello organizzativo - ricorda Fabio Benasso, Ad di Accenture -. Si tratta dunque di mettere in campo nuovi strumenti, ancora non affermati probabilmente per la scarsa maturità della domanda e dell’offerta"

La critica di Franco Morganti, advisory partner di Network Economy, riguarda i fondamenti stessi delle logiche finanziarie che hanno condotto alla crisi attuale e che, quindi, devono essere radicalmente modificati per uscire dal tunnel: “Le transazioni finanziarie sono guidate da automatismi che portano, ad esempio, a vendere un titolo quando sale; un comportamento del tutto illogico dal punto di vista industriale. Se un imprenditore ha investito, innovato e sta traendo risultati, la vendita, che provoca spesso il deprezzamento delle azioni, lo mette in crisi anziché premiarlo”.

“Ciò che serve non sono sussidi ma acceleratori”, aggiunge Benasso, confermando l’unanime pollice da parte di tutti gli esperti agli aiuti pubblici diretti alle imprese. Dal Rapporto Met emerge ad esempio che gli aiuti di Stato vengono impiegati al 56% per accantonamento di capitale e nel 70% dei casi per obiettivi di tipo generalista. Sarebbe invece utile, invoca Carlo Bonomi, presidente del terziario innovativo di Assolombarda e Ad di Extra.it, l’aiuto per la crescita grazie a commesse pubbliche, come avviene in tutti i paesi occidentali.Commesse pubbliche e Borsa sono però meccanismi che aiutano imprese già sul mercato. Uno strumento concreto per far nascere e crescere imprese innovative viene proposto da Marco Nicolai, direttore generale di Finlombarda che porta l’esperienza di Next, fondo di fondi di venture capital pubblico-privato, che ha finanziato ad oggi 80 start-up in settori hi-tech. Il meccanismo prevede non tanto l’investimento diretto nelle imprese quanto l’investimento in altri fondi di venture capital che a loro volta investono in start-up imprese innovative.

Guardando alle esperienze di altri paesi, come la Francia dove questo strumento finanziario è ampiamente utilizzato, Elserino Piol, presidente di Pino Partecipazioni, ritiene che un investimento pubblico di un miliardo (distribuito su 4 anni) sarebbe sufficiente ad attirare investimenti adeguati, dall’Italia e dall’estero, dalla stessa Francia, ad esempio, dove c’è troppa concorrenza e gli investitori sono in cerca di altri mercati. “Fondamentale è però la gestione che, come insegnano le esperienze in Europa e in Israele, deve essere molto snella per avere successo”, precisa Piol. “Il rilancio non può essere però trainato solo dal funding - sottolinea Nicolai -. Sono indispensabili altre leve, come quella fiscale”.

Concorda in pieno Sandro Angeletti, responsabile struttura valutazione finanziamenti R&S di Mediocredito Italiano (Gruppo Intesa Sanpaolo), secondo il quale “sarebbe necessaria una nuova legge Tremonti sull’innovazione”. Anche se Giampio Bracchi presidente della Fondazione Politecnico di Milano e di Aifi evidenzia una certa sfiducia nella capacità della classe politica italiana di realizzare provvedimenti in favore dell’industria hi-tech, dal momento che “privilegia interventi di breve respiro, che generalmente non traguardano la legislatura, e non ha ancora ben capito il ruolo trainante del capital venture. Va dunque data priorità a un lavoro culturale in questa direzione”.

10 Aprile 2009