Confindustria, Marcegaglia: "Più broadband e informatica nella PA"

L'ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA

"Dare a tutti almeno 20 Mb. Ict volano dello sviluppo. Bene la Pec, ma l'implementazione dell'IT nella PA deve essere massiccia. Responsabilizzare i dirigenti"

di Alessandro Castiglia
Come lo scorso anno, anche nella relazione letta ieri all’Assemblea annuale di Confindustria il presidente Emma Marcegaglia ha voluto sottolineare l’importanza del broadband sottolineando come “i ritardi nella banda larga” siano uno dei fattori che gravano sulla competitività del Paese. Nel corso del suo intervento, pur non facendo un diretto riferimento alle infrastrutture di telecomunicazione e al piano anti digital divide dell’ex ministro dell’Industria Scajola, Marcegaglia ha anche sottolineato che è “necessario elevare stabilmente al 2,5% del Pil gli investimenti in opere pubbliche, anche studiando “forme innovative di finanziamento, utilizzando le entrate da dismissioni patrimoniali, ampliando gli interventi della Cassa Depositi e Prestiti, coinvolgendo capitali privati”.

Il volano Ict
Più in dettaglio sugli investimenti in Ict entra il documento”Italia 2015: le imprese per la modernizzazione del Paese”, reso noto sempre ieri da Confindustria.”Ogni euro investito in ICT ha un effetto moltiplicatore di 1,45”, si ricorda: “l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie costituiscono, nel medio lungo periodo, le principali determinanti degli incentivi di produttività.

La banda larga
Per quanto riguarda nello specifico le tlc, il documento osserva come “altri Paesi hanno investito ingenti risorse per la realizzazione di infrastrutture avanzate di telecomunicazione”. Ad esempio, nel 2009 l’Australia ha allocato circa 18 miliardi di euro per la connessione ad alta velocità del 90% del territorio in 8 anni. La Corea ha stanziato 28,5 miliardi di euro per aumentare di dieci volte la velocità di connessione entro la fine del 2012. L’amministrazione Obama ha destinato 7,2 miliardi di dollari per completare la diffusione della banda larga. Confindustria suggerisce “di realizzare entro il 2015 il completo superamento del divario digitale, garantendo una copertura a 20 mega su tutto il territorio e ultrabroadband per i grandi centri urbani e le aree a forte concentrazione industriale e completando la digitalizzazione della Pubblica amministrazione”.

Le tariffe delle Tlc
Quanto al settore della telefonia, il documento sottolinea “una sensibile discesa della regolamentazione rispetto alla media Ocse (con un indice dell’Italia pari a 2/3)”. Gli utenti “hanno notevolmente beneficiato degli effetti della liberalizzazione, in particolare nella telefonia, dove le tariffe hanno avuto un andamento complessivamente discendente, grazie all’ingresso di nuovi operatori sul mercato. Altri effetti positivi per gli utenti potranno anche derivare da una efficiente realizzazione delle infrastrutture a banda larga”.

Promossa la Pec
L’atto d’accusa è molto duro. La macchina dello Stato è più costosa che in altri Paesi ed il suo peso è anzi cresciuto in rapporto al Pil. Ma a destare preoccupazione è anche “la sua inefficienza”: il modo in cui l’amministrazione pubblica è organizzata e interviene sistematicamente nell’ostacolare la vita delle imprese, rendendo quasi impossibile ottenere in tempi certi autorizzazioni e licenze, gravando le aziende di mille adempimenti inutili e costosi”.
“L’azione di semplificazione deve anche mirare alla reingegnerizzazione e standardizzazione delle procedure, attraverso una massiccia implementazione delle tecnologie informatiche. In questo senso la Pec rappresenta un buon punto di partenza”.
Il ministro Brunetta è anche promosso sul tema della responsabilità dei dirigenti la cui previsione “è fondamentale per il mancato rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti, che unitamente alle prescrizioni contenute nella Riforma Brunetta (d.lgs. n. 150/2009), che dovrebbero essere rapidamente attuate, dovrebbero contribuire a migliorare le performance dei dirigenti pubblici”.

La ricerca e l’innovazione
Secondo Marcegaglia, “per recuperare il ritardo dell’Italia nella ricerca e nell’innovazione deve diventare strutturale e automatico per i prossimi cinque anni” il meccanismo del credito d’imposta. “In tutte le nazioni, a cominciare dagli Stati Uniti, lo Stato supporta il progresso tecnologico: solo nel nostro paese gli si dedica un’attenzione tanto scarsa e discontinua”. Inoltre, “oltre al credito d’imposta occorre concentrare risorse pubbliche su grandi progetti strategici di scala europea”.

"Quella della presidente della Confindustria è stata una relazione fortemente innovativa e completa", ha commentato il presidente di Telecom Italia Franco Bernabè lasciando l'assemblea. "Due i punti fondamentali, il rilancio della crescita perché senza non si risolve il problema e c'è il rischio di un aumento della fiscalità e un intervento pubblico che ridimensioni la spesa".

27 Maggio 2010