Abi, la fatturazione elettronica genera risparmi fino al 90%

INNOVAZIONE

Secondo l'associazione bancaria solo il 5% delle 3 mld di fatture che circolano in Italia è digitale. Sabatini: "Velocizzare i tempi del decreto attuativo"

di Federica Meta
Ogni anno in Italia circolano 3 miliardi di fatture e più di 30 miliardi sono scambiate in Europa, ma di queste solo il 5% sono elettroniche. Recentemente, tuttavia, il livello di adozione di questo strumento è cresciuto sensibilmente: tra il 2008 ed il 2009 la fatturazione elettronica è aumentata in media del 41%.
“Dematerializzare i documenti e riconciliare il ciclo ordine-consegna-fatturazione-pagamento per le imprese vuol dire semplificare i processi, riducendo fino al 90% i costi di gestione della tradizionale fattura cartacea – spiega direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini -. Per questo è importante favorire la maggiore diffusione della fattura elettronica, contribuendo all’opera di ammodernamento e informatizzazione del Paese”.
I driver fondamentali di questo sviluppo vanno rintracciati nelle iniziative di standardizzazione avviate in ambito europeo attraverso gruppi di esperti come l’Expert Group on e-Invoicing e, soprattutto, nell’evoluzione normativa, con la Finanziaria 2008 ed il primo Decreto Attuativo che ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica tra imprese e Pubblica Amministrazione.

“Per proseguire in questa direzione – aggiunge Sabatini - è necessario completare nel minor tempo possibile l’iter legislativo con l’emanazione del secondo Decreto Attuativo che andrà ad implementare tempi e procedure della fatturazione elettronica”.

Oltre alla fatturazione elettronica ad efficientare la contabilità aziendale, soprattuto delle Pmi, anche i servizi di ultima generazione. Grazie all’infrastruttura telematica messa a punto dal settore bancario, infatti, 680 banche e istituti finanziari possono garantire a oltre 800 mila aziende - l’80% delle quali sono piccole e medie – ancora più automazione, velocità di esecuzione, sicurezza e convenienza. Infine il recente recepimento della direttiva europea Psd (Payment service directive) sui sistemi di pagamento, inoltre, apre la strada anche agli “Istituti di Pagamento”, ossia ai nuovi intermediari non bancari che potranno offrire servizi di pagamento.

28 Maggio 2010