i-Faber, la PA traina il bilancio. Dividendi in crescita del 25%

DATI FINANZIARI

La società di e-procurement di Unicredit chiude il 2009 con Ebit in aumento del 30%. L'Ad Chiaverini: "Un successo dovuto al grande numero di amministrazioni che scelgono i nostri servizi"

di Enzo Lima
Chiude in bellezza il 2009 di i-Faber. La società del gruppo UniCredit attiva nel settore dei servizi e soluzioni per il procurement ha archiviato lo scorso anno con un Ebit pari a 4 milioni di euro (+ 30% rispetto al 2008) con dividendi distribuiti in crescita del 25%.

A tutto il 2009 il volume di transazioni gestite ha raggiunto i 9,2 miliardi di euro per un numero cumulato di negoziazioni pari a 22.400 mentre l’incremento di attività rispetto al 2008 è risultato del 10% circa. Le nuove aziende acquirenti nell’anno sono state 50 e circa 2.000 le nuove aziende fornitrici per un totale complessivo di circa 21mila aziende clienti.

“I risultati con cui chiudiamo il 2009 ed il buon andamento del primo trimestre 2010 (superiore alle attese) confermano il valore e l’efficacia dei servizi che eroghiamo in oltre 20 paesi nel mondo – spiega Paolo Chiaverini, amministratore delegato di i-Faber -. Elemento distintivo del successo della nostra società è senza dubbio il raddoppio del business relativo alla Pubblica amministrazione. La forte crescita del numero di imprese e amministrazioni pubbliche che hanno deciso di affidarsi ai servizi di i-Faber dimostrano l’importanza dell’e-procurement, in modo particolare in questo momento di crisi a livello mondiale. “

Recentemente i-Faber ha inoltre acquisito dal Gruppo A2A il controllo di Itradeplace (Itp), società di Brescia che dal 2001 studia e sviluppa soluzioni tecnologiche e servizi per l’approvvigionamento tramite piattaforme e servizi di e-sourcing.

L’informatizzazione dei processi di acquisto permette alle aziende e ai fornitori di rendere il processo più flessibile, più dinamico e soprattutto meno costoso. Scegliendo gli acquisti on-line rispetto ai canali tradizionali, le aziende ottengono risparmi (-12% in media) e abbattimento dei tempi di negoziazione (fino all’80%), allargamento della base fornitori (+30% circa), risparmi consistenti per ogni ordine emesso (da 50 a 80 euro), una maggiore trasparenza negoziale verso fornitori e clienti interni e, in generale, un’importante ottimizzazione dei processi produttivi, dagli acquisti, al monitoraggio, all’analisi della spesa.

03 Giugno 2010