L'Ad di Poste Massimo Sarmi: "Non bisogna temere l'innovazione"

IL PROTAGONISTA

La gestione della Pec con Telecom? "Nessun conflitto di interessi, ma l'adeguamento indispensabile ai nuovi sistemi di comunicazione nell'era di Internet"

di Gildo Campesato
"Poste azienda Ict? Se con questo si intende una società che fa leva su una importante infrastruttura di information technology per garantire innovazione, efficienza e qualità del proprio servizio, allora si può dire che Poste Italiane sia un’azienda ad alta intensità Ict e dotata di una forte capacità di ampliare la gamma dei servizi di comunicazione. Parlo, ad esempio, dei nuovi servizi di corrispondenza online che permettono di inviare direttamente da Internet lettere, telegrammi e raccomandate. E aggiungo l’integrazione tra servizi di telefonia del nostro operatore Poste Mobile, che accanto ai tradizionali servizi voce e dati, consente anche di fare pagamenti, trasferimenti di denaro e di acquistare, direttamente dal cellulare, il biglietto per il servizio di trasporto pubblico a Roma o di pagare il parcheggio in 35 città italiane»: Massimo Sarmi, amministratore delegato di Poste Italiane, vede sempre più tecnologia Ict in un gruppo che oggi fa tante cose insieme: logistica tradizionale e innovativa, banca, assicurazione, telecomunicazioni.

“Offriamo un ventaglio estremamente ampio di servizi innovativi ad alto valore aggiunto. Mi fa piacere rimarcare che abbiamo saputo cogliere in anticipo gli orientamenti del mercato postale, con il calo progressivo dei volumi di corrispondenza a favore della comunicazione via Internet, proponendo ai cittadini numerosi servizi di comunicazione digitali semplici, sicuri e a basso costo”.

Non temete l’avvento della digitalizzazione? Il bit distrugge la carta.
L’innovazione non è un fenomeno da temere, ma da promuovere e assecondare mettendo a sistema i progressi tecnologici per assicurare benefici ai cittadini, alle imprese e alla pubblica amministrazione. Anche la digitalizzazione delle comunicazioni è una grande opportunità per il miglioramento della qualità dei servizi e di business sulla quale Poste Italiane ha puntato e investito molto per fornire servizi e prodotti sempre più efficaci, semplici e sicuri da integrare con i tradizionali servizi postali cartacei.

Il vostro Polo tecnologico è divenuto uno dei centri di eccellenza hi-tech in Italia.
Potremmo definire il nostro Polo tecnologico una “intelligenza centralizzata”, la prima del suo genere in Europa, che da Roma permette di tenere sotto costante monitoraggio l’efficienza, la qualità e la sicurezza del sistema postale su tutto il territorio nazionale e di intervenire in tempo reale per risolvere eventuali problemi. Ogni anno oltre la metà delle risorse per investimenti viene destinata al potenziamento delle nostre piattaforme tecnologiche che provvedono all’efficienza della rete di uffici postali, a quella del nostro sistema logistico e di recapito e alle attività delle nostre sale di controllo. Grazie ai nostri programmi di ricerca e sviluppo attuati negli ultimi anni è stata possibile la costruzione di un sistema integrato di reti che fa di Poste Italiane una grande infrastruttura al servizio dei cittadini, delle imprese e della Pubblica amministrazione.

Gestite la Pec con Telecom Italia. Ma non c’è un “conflitto di interessi” col vostro più remunerativo business della raccomandata cartacea?

Per dirla con il Ministro Brunetta, la Pec è uno strumento rivoluzionario che permette a cittadini e imprese di comunicare via email con le varie amministrazioni e gli enti in tempo reale e a costi molto contenuti, garantendo per di più valore legale alla corrispondenza elettronica. Non vedo in questo alcun “conflitto di interessi” tra due nostri servizi. Anzi, è un progetto che ci gratifica molto. Parlerei, piuttosto, di un indispensabile adeguamento ai sistemi di comunicazione nel secolo di Internet, che ha modificato radicalmente le abitudini delle persone, e alle novità normative stabilite dal legislatore per rendere più semplice, veloce e sicura la corrispondenza tra Pa e cittadini. Di fatto, con questo progetto abbiamo ancora una volta cercato di semplificare la vita dei cittadini, offrendo loro una tecnologia “amica” e interpretando in modo nuovo la nostra missione originaria, che è quella di far comunicare le persone tra di loro proponendo se possibile soluzioni innovative in grado di migliorare anche la velocità e la sicurezza delle comunicazioni stesse.

Si parlava di utilizzare i 14mila uffici postali, in particolare quelli nelle aree periferiche, come “terminali intelligenti” a disposizione dei cittadini per i nuovi servizi, a partire dalla PA. A che punto siamo?
Oggi i nostri 14mila uffici postali sono già “terminali” della pubblica amministrazione perché forniscono servizi anagrafici, catastali, sanitari ai cittadini di ogni regione italiana che così possono completare le loro pratiche burocratiche senza girare da un ufficio all’altro. Il ruolo di Poste Italiane come partner strategico della PA è stato ulteriormente consolidato dal progetto Pec, in cui sia l’infrastruttura tecnologica sia la rete degli uffici postali sta gestendo le procedure di registrazione e assegnazione ai cittadini della casella di posta elettronica certificata. Dal 15 aprile scorso, la nostra infrastruttura Ict sta inoltre coadiuvando il Ministero per lo Sviluppo economico nella prenotazione degli acquisti nell’ambito della campagna incentivi lanciata dal Governo.

Cosa faranno i postini del futuro?
Il lavoro del portalettere sarà sempre più un’attività a valore aggiunto e tagliata su misura delle esigenze dei cittadini e delle imprese, grazie all’integrazione stretta tra attività tradizionale e funzioni nuove, possibili grazie alla dotazione tecnologica e alla costante valorizzazione professionale attraverso la formazione continua. Tanto per dare una dimensione della prospettiva, basti ricordare che sono ormai oltre 12mila i “postini telematici”, i portalettere dotati di palmare e stampante che portano a domicilio i servizi postali e finanziari, in servizio in tutt’Italia, un numero destinato a crescere in maniera costante sin da quest’anno.

Siete molto impegnati anche sui temi della sicurezza informatica.
La Cyber Security è un tema di importanza prioritaria per le agende dei Governi di tutto il mondo vista l’esigenza strategica di proteggere i dati sensibili che corrono sulla rete, si tratti di informazioni di interesse nazionale, di natura industriale e commerciale o di comunicazioni attinenti alla privacy delle persone. Insieme con lo Us Secret Service e il Ministero dell’Interno, Dipartimento di Polizia postale, lo scorso anno abbiamo promosso la costituzione dell’European electronic crime task force (Eectf), il primo specifico centro europeo di analisi e ricerca sui fenomeni di criminalità informatica (e-crime). Inoltre, sono allo studio altre iniziative e collaborazioni con istituzioni e centri di ricerca di prestigio mondiale. Il 2009 è stato anche l’anno dell’accordo con il quale l’Upu, l’Unione Postale Universale, ha affidato a Poste Italiane per la sua competenza nel settore della Cyber Security il compito di garantire la sicurezza delle comunicazioni digitali su ”.POST”, il nuovo dominio internet di primo livello riservato al settore postale.

Soddisfatti del vostro investimento nella telefonia mobile?
Sì, assolutamente. Nel 2009 l’Azienda ha consolidato la presenza sul mercato dell’operatore Poste Mobile che è passato da 671mila sim vendute a tutto il 2008 a 1,3 milioni a fine 2009, grazie anche all’ingresso nel segmento business.

07 Giugno 2010