Otellini (ceo Intel): "L'Ict chiave della ripresa"

L'AZIENDA

L'azienda dà il via ad un programma mondiale per l'educazione digitale. E punta sul green. "Investiamo nella conoscenza. E' la base dell'innovazione"

di Gildo Campesato
Se entrate in una scuola elementare portoghese, avrete una buona possibilità di vedere studenti ed insegnanti al lavoro su notebook di ordinanza. Non li ha prodotti uno fra i tanti costruttori di pc più o meno noti, ma se li sono fatti in Portogallo su design classmate PC. Dietro c’è lo stimolo di un progetto mondiale che si rivolge in particolare ai Paesi emergenti e che viene supportato da Intel (che ha ideato e messo a punto le caratteristiche del classemate) per diffondere la cultura digitale fra i giovani studenti, in particolare attraverso la diffusione fra gli studenti di minipc con caratteristiche e applicazioni pensate in maniera specifica per l’apprendimento scolastico.

Il progetto ha visto sinora direttamente coinvolti 30 Paesi e due milioni studenti. Il Portogallo, con la sua “Iniziativa Magellano”, è uno dei Paesi che con maggior entusiasmo ha risposto all’iniziativa, visto che ogni allievo delle elementari ha il suo educational pc con cui disegnare, scrivere, imparare il linguaggio della tecnologia digitale. “L’educazione è alla base dell’innovazione e della crescita dei Paesi”, spiega il presidente e ceo di Intel, Paul Otellini.

Ci crede così tanto che ha deciso di rilanciare con decisione il progetto educativo, denominato Intel World Ahead, messo in campo nel 2006. L’obiettivo oggi dichiarato è ambizioso: allargare entro il 2014 i programmi educativi e tecnologici di Intel a 100 Paesi portando a 100 milioni il numero di nuovi studenti ed insegnanti che utilizzeranno i classemate pc a scuola. È il cosiddetto “obiettivo 100x100” che testimonia, osserva Otellini, l’impegno di Intel a lavorare per “offrire connettività e computer a prezzi accessibili al miliardo di nuovi utenti che emergerà nelle economie emergenti di tutto il mondo”. Pensando anche a chi quegli utenti deve formare: “abbiamo già contribuito alla formazione di oltre 7 milioni di docenti in più di 60 Paesi sull’uso della tecnologia in aula”.

Lo sforzo di Intel per la diffusione della educazione digitale nei Paesi emergenti si sposa con la consapevolezza che sarà proprio l’economia digitale a rappresentare uno dei principali strumenti che ci consentiranno di uscire dalla recessione a livello globale. “L’innovazione e gli investimenti nell’ICT accelereranno la ripresa economica e la creazione di posti di lavoro in tutto il mondo – dice Otellini – Per ottenere una crescita economica sostenibile è necessaria una visione di lungo termine, capace di mettere insieme chi ha le buone idee e chi ha la capacità di investire. Sono queste le forze guida che porteranno alla realizzazione di nuove attività economiche, che faranno nascere nuovi posti di lavoro, che creeranno maggiore benessere e standard di vita più alti”.
Otellini osserva che “l’innovazione deriva da una combinazione di nuove idee e investimenti”. Bisognerà farli incontrare.
È quel che si propone Intel Challenge. Si tratta di un’iniziativa a livello mondiale lanciata per stimolare “la creazione di una nuova generazione di imprenditori”. Verranno finanziate “le migliori idee tecnologiche e le più interessanti ricerche degli studenti” selezionate da un network di oltre 150 università. Otellini si aspetta che vengano presentati più di 10.000 business plan nei prossimi tre anni.

L’altro pilastro su cui verte l’iniziativa “sociale” di Intel è quello ambientale. L’ICT “pesa” soltanto per il 2% nella formazione dei gas serra a livello mondiale. “Ma può dare un grande contributo a ridurre i consumi energetici in moltissimi settori, anche a livello domestico – spiega Lorie Wigle, responsabile di Intel Eco-tech – Un monitoraggio e un uso consapevole dei dati può portare a risparmi notevoli nei consumi casalinghi di elettricità o di gas: oltre il 30%.

Per far crescere questa consapevolezza abbiamo messo a punto anche un misuratore apposito, l’Home Dashboard, che aiuta a controllare i consumi”.

07 Giugno 2010