Oracle licenzia ancora: pesa l'integrazione Sun

I COSTI DEL MERGER

I costi di ristrutturazione toccano il miliardo di dollari, il triplo rispetto a quanto inizialmente previsto. Ma il Ceo di Oracle, Larry Ellison, crede nell'operazione e assicura: "Faremo crescere Sun"

di Patrizia Licata
Nuovi tagli di personale in vista per Oracle, perché l’integrazione della neo-acquisita Sun pesa sui conti più del previsto. Il colosso americano del business software ha calcolato che dovrà sobbarcarsi spese di ristrutturazione pari a un miliardo di dollari, una cifra nettamente superiore a quanto in precedenza stimato: "appena" 325 milioni.

In un documento registrato presso l'ente regolatore americano l’azienda dichiara di prevedere una spesa aggiuntiva tra i 675 e gli 825 milioni soprattutto a causa del pagamento delle liquidazioni dei dipendenti licenziati che saranno "più del previsto", soprattutto in Europa e Asia, anche se Oracle non ha fornito precisazioni.

Fin dall’annuncio dell’acquisizione di Sun, gli analisti hanno formulato diverse ipotesi sui possibili licenziamenti. Sun aveva già mandato via il 9% della forza lavoro prima dell’accordo con Oracle e in seguito alcuni analisti si sono spinti a prevedere il licenziamento della metà dei dipendenti Sun per far tornare la società in attivo. Il Ceo di Oracle Larry Ellison ha immediatamente respinto le speculazioni come “irresponsabili” e anzi ha dichiarato a gennaio che sarebbero stati assunti 2.000 nuovi dipendenti, “circa il doppio delle persone che stiamo licenziando. Non taglieremo Sun per renderla profittevole, ma la faremo crescere”, ha aggiunto.

Tuttavia l'indicazione che arriva oggi sugli ulteriori costi di ristrutturazione, che peseranno “fino a tutto il 2011”, lascia immaginare che i tagli sul personale saranno un po’ più pesanti del previsto. “Elimineranno le ridondanze e aumenteranno l’efficienza”, si è limitata a commentare Oracle.

08 Giugno 2010