Finmeccanica: maxi contratto da 238 mln con la Difesa

CONTRATTI

La controllata Selex Sistemi Integrati si è aggiudicata una commessa dalle Forze Armate per il sistema digitalizzato Nec. Ma non si placano le polemiche in merito all'inchiesta sui presunti fondi neri. L'Ad Guarguaglini smentisce l'ex senatore Di Girolamo: "Mai conosciuto Mokbel". Il Dg della holding Zappa: "Finmeccanica azienda affidabile"

di Federica Meta
La tecnologia di Finmeccanica a supporto della Difesa italiana. La controllata Selex Sistemi Integrati ha firmato un contratto con la direzione Direzione Generale Armamenti Terrestri del ministero Difesa del valore totale di 238 milioni di euro per dotare le Forze Armate Italiane di un sistema digitalizzato denominato Forza Nec (Network Enabled Capability). Il contratto, che avrà la durata di cinque anni, è stato siglato da Selex in qualità di fornitore principale, di integratore del sistema e di azienda di riferimento per la definizione dell'architettura complessiva del sistema.

“Il programma Forza Nec - si legge in una nota di Finmeccanica - ha lo scopo di ammodernare le Forze Armate, impiegando tecnologie che consentiranno il massimo scambio di informazioni operative, tattiche e logistiche da ogni veicolo dispiegato e da ogni singolo uomo dislocato sul terreno”. L’accordo prevede anche la partecipazione di altre società di Finmeccanica come Selex Communications, Selex Galileo, Elsag Datamat, Oto Melara, AgustaWestland, Mbda Italia. Del gruppo industriale fanno inoltre parte le società Elettronica, Iveco, Engineering Ingegneria Informatica, il Consorzio Iveco-Oto Melara e il Raggruppamento Temporaneo d'Impresa Soldato Futuro.

Intanto continua la polemica in merito all'inchiesta sui presunti fondi neri che vede coinvolta Finmeccanica. Oggi, in occasione dell'asseblea dell'Amma a Torino il dg Giorgio Zappa è rifiuato di rispondere ai giornalisti, ma ha ricordato che la società sta investendo "in Piemonte, in Italia e all'estero".  "Abbiamo successo internazionale, abbiamo affidabilità e credibilità e siamo cresciuti anche in situazioni di crisi - ha precisato Zappa -. Questa è Finmeccanica, niente di più e niente di diverso".

Ieri la società ha smentito le dichiarazioni, riportate sui quotidiani di oggi, che l'ex senatore Pdl, Nicola Di Girolamo, avrebbe fatto davanti ai magistrati e secondo cui l'Ad di Finmeccanica, Francesco Guarguaglini, avrebbe conosciuto Gennaro Mokbel, l'imprenditore arrestato nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio in cui è coinvolta anche Fastweb.  “Pier Francesco Guarguaglini non ha mai incontrato né conosciuto il signor Mokbel - precisa la società -. Sono pertanto destituite di ogni fondamento le ricostruzioni giornalistiche basate su questo fatto".

Due sarebbero le operazioni raccontate da Di Girolamo che tirano in ballo il numero uno di Finmeccanica e l’imprenditore romano: l'investimento di sette milioni e mezzo, fatto nel 2007, dal gruppo di Gennaro Mokbel per acquisire la Digint (società partecipata al 49% da Finmeccanica) e l'apertura di un'agenzia a Singapore. Su entrambe le operazioni, secondo l'ex parlamentare Pdl, i vertici di Finmeccanica erano consapevoli di quello che stava accadendo.

“Credo che Guarguaglini fosse a conoscenza dell'affare Digint”, avrebbe rivelato l'ex senatore agli inquirenti. Anche il suo difensore, Carlo Taormina, ha confermato che dall'interrogatorio "sono emersi elementi rilevanti a carico di Finmeccanica e del suo presidente".

09 Giugno 2010