Dell verso il patteggiamento: 100 milioni per chiudere con la Sec

L'INDAGINE DELLA SEC

Irregolarità nella contabilizzazione dei risultati finanziari: questa l'accusa che grava sul colosso americano dei pc. La penale farà scendere i profitti del primo trimestre, ma non le revenue

di Patrizia Licata
Dell mette da parte 100 milioni di dollari: tanto dovrebbe pesare il patteggiamento con i regolatori americani della Sec, che da tempo hanno aperto un’indagine per irregolarità nella contabilizzazione dei risultati finanziari dell’azienda americana dei computer. Dell ha abbassato gli earnings del primo trimestre 2010 di cinque centesimi per azione.

L’azienda texana ha reso noto infatti che prevede di chiudere l’inchiesta della Securities and Exchange Commission americana con un accordo e che il costo di tale patteggiamento farà scendere i profitti del trimestre terminato il 30 aprile a 17 centesimi, anziché 22 come precedentemente annunciato (anche se tale cifra resta superiore di due centesimi a quella di un anno prima). Il revenue è invariato.

L’inchiesta della Sec riguarda la contabilità e la reportistica finanziaria di Dell. Negli scorsi anni, più volte l’azienda ha ritardato la presentazione dei dati di bilancio e modificato i dati dopo la prima comunicazione. La stessa Dell ha condotto un’indagine interna, conclusa nel 2007, da cui è emerso che alcuni dipendenti avevano ritoccato delle cifre per allinearle ai target prefissati.

Separatamente, il presidente e Ceo Michael Dell ha avviato le trattative per il patteggiamento con la Sec per un’altra questione legale di cui non è stata rivelata la natura. L’azienda ha solo fatto sapere che l’accordo non includerebbe “alcun divieto per Michael Dell a continuare a rivestire la carica di amministratore delegato di una società quotata”.

I guai legali si aggiungono alle difficoltà del produttore texano sul mercato dei computer, dove morde sempre più aggressivamente la concorrenza di Hewlett-Packard, riuscita più efficacemente a differenziarsi nei servizi e nei prodotti consumer.

14 Giugno 2010