Ibm, sempre più business on demand

L'AZIENDA/2

Gioanina: "Spingiamo sul cloud come modello di fruizione del business"

di Patrizia Licata
Instabilità del mercato? Non è più una notizia, per Alberto Gioanina, vicepresident di Ibm WebSphere Italy: “Tagliare i costi in azienda è un obiettivo ovvio. Ma la vera sfida è, con i risparmi ottenuti, recuperare la produttività e investire in innovazione e competitività, perché le aziende si trovano ad agire su scenari globalizzati in continua evoluzione”.

La risposta che Ibm dà a clienti e business partner (come indicherà al summit Impact, a Roma il 15 giugno) è un portafoglio di prodotti software per ottimizzare i processi di business che evolve insieme al mercato. O forse già con un occhio al futuro, che sarà sulla “nuvola”: “Stiamo spingendo sul cloud computing come modello di fruizione del software perché le sue soluzioni vengono diffuse facilmente su larga scala e sono interoperabili. Consentono l’integrazione dei sistemi e l’interazione con tutti gli elementi del modello di business aziendale, sia esterni (clienti, fornitori, partner) che interni (supply chain, logistica, ecc.)”, spiega Gioanina.

Va in questa direzione l’acquisizione, a maggio, della californiana Cast Iron Systems, che fornisce software, applicazioni e servizi per l’integrazione del cloud in diversi settori (finanza, media and entertainment, commercio al dettaglio). “Un’operazione che complementa l’offerta WebSphere dal punto di vista applicativo con una soluzione del tipo software as a service”, commenta Gioanina. Parte della strategia del colosso di Armonk è proprio l’ampliamento del portafoglio dedicato al business on demand tramite l’acquisizione di società che si distinguono per prodotti innovativi. A inizio 2009 Websphere ha incorporato la parigina iLog (tecnologie per analisi, pianificazione, tracciabilità e miglioramento dei processi di business), mentre a fine 2009 è stata la volta della texana Lombardi, fornitrice di software e servizi di Business process management. “Un’importante aggiunta al portafoglio - dice Gioanina - perché ci avvicina ancor più ai veri business users: non solo i tradizionali interlocutori del mondo IT, ma anche i responsabili delle diverse linee di attività di un’azienda: commerciale, logistica, marketing”.

Ancora, lo scorso dicembre, Ibm ha annunciato l’acquisizione di Guardium (monitoraggio e protezione dei database aziendali), mentre a gennaio ha fatto spese a Chicago comprando la Initiate Systems (software che protegge l’integrità dei dati condivisi tra enti sanitari e PA).

Una proposta di tecnologie in espansione (nel primo trimestre 2010 ha esteso del 20% il portafoglio di software per l’integrazione e il business process) e che mira a rendere il lavoro più intelligente. Come? “Aumentando la produttività e riducendo i costi: servizi cloud, prodotti di Business process management o di collaborazione 2.0 sono i pilastri dell’approccio Ibm Smart Work”, spiega Gioanina. “Le aziende operano su mercati geograficamente distribuiti, con forza lavoro sempre più mobile e logiche di produttività individuale”. E Big Blue dà l’esempio, con un posto di lavoro “virtualizzato” ogni 4-5 persone.

16 Giugno 2010