IT security, le Pmi spendono 41mila euro l'anno

IL REPORT

Cresce la consapevolezza sui rischi di una cattiva gestione della sicurezza informatica e aumentano gli investimenti per tutelare il patrimonio informativo. Symantec: "La protezione dei dati sta diventando la maggiore priorità"

di Federica Meta
Pmi sempre più security oriented. Rispetto a solo 15 mesi fa, quando un’alta percetuale non era nemmeno dotata di basilari sistemi di sicurezza, le piccole e medie imprese puntano oggi rafforzare le proprie strategie di IT security. Il quadro emerge dalla 2010 Smb Information Protection Survey, condotta da Symantec su 2152 dirigenti e responsabili IT di Pmi appartenenti a 28 Paesi. La ricerca rileva che “la protezione delle informazioni sta diventando la maggiore priorità IT, considerato che queste imprese si stanno scontrando con un crescente numero di minacce quali i cyberattacchi, la perdita di dispositivi e di dati sensibili”.

“Le piccole e medie imprese si trovano ad affrontare un numero sempre crescente di rischi che riguardano le proprie informazioni sensibili – tra cui i numeri del conto bancario, i dati delle carte di credito e i documenti relativi a clienti e dipendenti – spiega Bernad Laroche, senior director, Product Marketing di Symantec -. Che si tratti di un attacco malevolo, di un crash del server, o della perdita di informazioni riservate, la perdita di dati può essere molto dannosa, se non fatale, per una Pmi. I dati emersi dalla ricerca condotta da Symantec un anno fa, hanno evidenziato che le aziende non stavano facendo tutto il possibile per proteggere le proprie informazioni. E’ interessante vedere come le Pmi si stiano rendendo conto dei rischi che possono correre e si stiano attrezzando per proteggere le proprie informazioni in maniera più completa”.

Nello specifico i rischi maggior sono identificati nella perdita dei dati e i cyber attacchi. In questo contesto le Pmi investono una media di 51mila dollari (circa 41mila euro) l’anno per la protezione delle informazioni, inclusa la sicurezza dei computer, il backup, il recovery, l’archiviazione e la preparazione in caso di disastri. “L’87% delle Pmi è dotata di un piano di reazione in caso di disastro – puntualizza il report - ma c’è ancora del lavoro da fare considerando che solo il 23% considera il proprio piano abbastanza buono o eccellente”.
• Il 74% delle Pmi intervistate è abbastanza/molto preoccupate per la perdita delle informazioni elettroniche. Il timore è legato a un passato che le ha viste perdere, nel 42% dei casi, informazioni riservate o proprietarie. Il risultato è che il 100% ha subito una perdita diretta quali guadagni mancati o costi finanziari.

Altra paura è la perdita di dispositivi. All’incirca i due terzi delle aziende intervistate ha dichiarato di aver perso dispositivi come laptop, smartphone o iPad negli ultimi 12 mesi. Il 100% ha almeno un apparecchio che, una volta smarrito, non era protetto da password e i dati in esso contenuti non potevano essere cancellati a distanza per proteggere le informazioni sensibili per il business.

Infine i cyberattacchi. Il 73% degli intervistati è stato vittima di cyber attacchi nello scorso anno. Il 30% di questi attacchi sono stati considerati abbastanza/estremamente efficaci. “Il 100% delle Pmi ha subito perdite quali i tempi morti, il furto di informazioni personali di clienti o dipendenti e la perdita di dati delle carte di credito – sottolinea la ricerca -. Queste perdite si sono tradotte in costi diretti per tutti gli intervistati, ovvero perdita di produttività, perdita di guadagni e di fiducia da pare dei clienti”.

22 Giugno 2010