Sbarca in Italia Cionet, il social network dei manager IT

COMMUNITY

Grazie al supporto di NextValue via alla community tricolore dei Cio e responsabili dei sistemi informativi aziendali. Online già 50 professionisti

di Gian Carlo Lanzetti
CIOnet è il primo social network internazionale interamente dedicato ai Cio e/o responsabili dei sistemi informativi di medie (poche) e grandi aziende. Da oggi questo network è attivo anche in Italia, dove sbarca con il supporto di NextValue, società indipendente di ricerche e consulenza manageriale specializzata nel mercato It. Attualmente la community, come ama anche definirsi, riunisce 1465 membri, ma alla conta mancano ancora i Cio di Francia, dove è appena sbarcata e di Germania, il prossimo Paese a essere coinvolto. In Italia sono 50 i Cio che hanno dato, in poco tempo e in modo spontaneo, la loro adesione al network. Tra questi Enzo Bertolini, Cio del gruppo Ferrero, che è stato nominato Presidente di CIOnet Italia.

“Siamo e saremo chiamati sempre più – dice Bertolini - a operare in contesti internazionali di crescita e sviluppo, dove il confronto di valori, conoscenze ed esperienze diviene fondamentale strumento per la comprensione del contesto sul quale sviluppare strategie di successo. Quale migliore palestra - per noi specialisti dei sistemi informativi - di una rete di pari come CIOnet, all’interno della quale scambiare esperienze e crescere sulla base di una ‘intelligenza’ plurale e internazionale?”.
CIOnet è nato dall’idea di Hendrik Deckers che ha motivato questa iniziativa come opportunità per i Cio di ottenere quattro importanti obiettivi: costruire relazioni, condividere conoscenze, scambiare idee, fare amicizie. Attualmente i visitatori unici del sito sono 500mila la settimana, con una media di 10 minuti per connessione. “Si tratta – osserva Deckers – di una esperienza unica nel suo genere, una sorta di ‘Facebook versione business’. Il motto che animerà questa community lo riassumo in questo parole: ‘The more I share, the more I receive”.

Alfredo Gatti è il managing director di CIONet Italia. Nel suo intervento di presentazione alla stampa ha soprattutto insistito su due punti chiave che sono poi gli elementi di differenziazione da altre iniziative, soprattutto in ambito associativo: l’utilizzo delle tecnologie 2.0 come regola di funzionamento del nuovo network e la non contaminazione con i fornitori delle soluzioni tecnologiche, i cosiddetti business partner, che però saranno i finanziatori del network. Il loro vantaggio sarà quello di accedere a un consesso di specialisti di progetti e quindi acquisire informazioni di prima mano e molto sensibili per il business. “Chi cercherà di fare il furbo – fa sapere Gatti – sarà pregato di uscire del network”. Per accedere a CIONet bisogna disporre di un budget It di almeno 2 milioni di euro e avere una struttura IT di almeno 20 persone. Non si pagano quote. Il finanziamento è assicurato dai business partner come Alcatel-Lucent, Bt, Ibm e Microsot, già partner a livello internazionale. In Italia i Cio con detti requisiti sono stimati in 2300. Un migliaio di questi dovrebbero aderire al nuovo network entro il 2011 secondo i promotori di CIOnet.

22 Giugno 2010