Ict, Italia sotto la media Ue. La ripresa solo dopo il 2011

RAPPORTO EITO

Secondo le stime di Eito il ritorno al segno più arriverà più tardi rispetto alle economie avanzate. Radaelli (Anie-Anitec): "Servono soluzioni strutturali per il rilancio". Lamborgini (Eito): "Imprese e PA stimolino gli investimenti"

di Mario Sette
"Se non si interverrà subito e con soluzioni strutturali per rilanciare la domanda di Ict e per incoraggiare lo sviluppo infrastrutturale il gap di crescita del nostro mercato rispetto all’Europa e al mondo continuerà ad ampliarsi sempre di più”. A lanciare l'allarme è Cristiano Radaelli, Vice Presidente dell'Anitec, l'Associazione nazionale Industrie Informatica, Telecomunicazioni ed Elettronica di consumo aderente a Confindustria Anie che oggi ha presentato i dati del Rapporto Eito.

“Affinché l’industria italiana dell’Ict possa mantenersi competitiva nei prossimi anni - continua Radaelli - è improrogabile la definizione di un piano nazionale di investimenti allineato con le direttive europee e la sua realizzazione entro i prossimi 3-5 anni".

Secondo l’European Information Technology Observatory se il 2009 resterà nella storia in qualità in qualità di anno dell'apice della crisi, il 2010 non sarà un anno positivo: il mercato italiano dell’informatica, delle telecomunicazioni e dell’elettronica d'intrattenimento digitale subirà nell’aggregato in Italia ancora una lieve flessione (-1,9%), attestandosi a quota 67,5 miliardi di euro. E anche nel 2011 la curva sarà in discesa: è previsto un ulteriore decremento, sebbene di dimensioni più contenute (-0,7%), non in linea con la media europea. l'Eito stima infatti un recupero (+1,3%) dopo le flessioni registrate nel biennio precedente (-3,9% nel 2009; -0,6% nel 2010).

In Italia la flessione più marcata riguarderà l’elettronica di consumo (-4,3%), seguita dall’informatica (-3%) e dalle telecomunicazioni (-0,8%).

"È fondamentale che anche in Italia le imprese e le amministrazioni pubbliche stimolino una ripresa degli investimenti in nuovi sistemi IT e in reti digitali, come sta avvenendo negli altri Paesi europei - commenta Bruno Lamborghini, Presidente Eito- La competitività del Paese è strettamente dipendente dalla capacità di sfruttare tutte le opportunità che provengono dall’applicazione intensiva delle nuove tecnologie digitali".

TELECOMUNICAZIONI
Nel biennio 2010-2011 l'andamento arà disallineato per macro-aree: in recupero la componente servizi (-0,5% nel 2010; +1,1% nel 2011); in perdurante debolezza gli investimenti in apparati (-2,4% nel 2010; -1,1% nel 2011).
Sul fronte industriale le imprese fornitrici di apparati e sistemi per comunicazioni continuano a soffrire in Italia delle forti debolezze della domanda interna, causa il ripetuto rinvio degli investimenti nelle reti e nelle infrastrutture per comunicazioni. Nel biennio 2008-2009 il settore ha sofferto una drastica riduzione del volume di affari. Il calo occupazionale, solo considerando gli addetti diretti, è risultato pari a 1.600 unità. Se si calcola l’indotto questa cifra sale a 4.000 posti di lavoro.

INFORMATICA
Nel 2011 riprenderà a crescere anche in Italia (+1,1%) dopo la flessione registrata nel 2009 (-7,2%) e prevista per il 2010 (-3,0%). Le analisi confermano tuttavia l’ampliamento del gap di crescita dell’Italia rispetto alla media europea. In Europa infatti al lieve recupero dell’IT atteso per il 2010 (+0,2%) dovrebbe seguire un irrobustimento della ripresa nel 2011 (+3,5%).

ELETTRONICA DI CONSUMO
Nel 2011 è previsto un nuovo arretramento (-17,3%; -5,1% nel 2009 e -4,3% nel 2010). Nel 2009 il passaggio dal tradizionale segnale televisivo analogico alle tecnologie legate alla fruizione della TV digitale ha fornito parziale sostegno alla crescita di comparto – televisori (+17%) e decoder (+132%) – in controtendenza alle perdite che hanno interessato gran parte delle restanti categorie merceologiche.

07 Luglio 2010